Patty Pravo, settantasette anni portati con la nonchalance di chi il palco lo ha attraversato in tutte le salse: «Io, opera unica ma anche musa di me stessa»
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Torna all’Ariston per l’undicesima volta, e lo fa con un pezzo, “Opera”, che qualcuno le ha cucito addosso come un abito di alta sartoria. Quel qualcuno è Giovanni Caccamo, ma la genesi del brano, come spiega Nicoletta Strambelli – questo il suo nome all’anagrafe – con quella sua aria distaccata eppure partecipe, affonda le radici in un risveglio notturno. È Simone Folco, il factotum che le vive accanto come un’ombra, curandone immagine e dettagli, ad avere un’illuminazione alle quattro del mattino: un sogno, vivido, da trasformare in musica. “Ha chiamato Giovanni e lui ha scritto la canzone”, racconta lei, sintetizzando con poche parole un meccanismo creativo che profuma di intuito e sincronia. -7 Il brano, che dà anche il Titolo al ventinovesimo album in studio in uscita il 6 marzo, parla dell’unicità di ciascuno, di quella bellezza che rende ogni individuo un’opera d’arte irripetibile; e in questo gioco di specchi, Patty rivendica per sé un ruolo doppio, quello di musa ispiratrice e insieme di creatura plasmata, colore tagliente in una tavolozza che non smette di mescolare le tinte. -1-7
Un disco pensato per i musei e un’assenza giustificata al Quirinale
Il progetto discografico, prodotto da Taketo Gohara, non è un semplice contenitore di canzoni ma un’idea che si espande nello spazio fisico della cultura. -2 Per presentarlo, Patty Pravo ha scelto una location d’eccezione: niente classici locali o trasmissioni televisive, ma i musei. Si parte il 25 marzo da Milano, con le Gallerie d’Italia, per poi toccare Firenze, Roma e Napoli, in un percorso che vuole avvicinare i giovani alla bellezza. “Immergersi nella cultura fa bene all’animo”, ha spiegato, quasi a voler sottolineare come la sua musica meriti una cornice d’arte, un dialogo con i capolavori del passato. -2 E se al Festival ci arriva puntuale, qualche giorno fa è mancata all’incontro al Quirinale con il presidente Sergio Mattarella: una lieve indisposizione l’ha trattenuta, ma la sua assenza, si è affrettato a precisare chi la conosce, era del tutto giustificata. -4 Niente di grave, intendiamoci, solo quel bisogno di prendersi una pausa che una signora della scena può permettersi senza dover dare troppe spiegazioni.
L’amicizia con Ornella Vanoni e il ricordo di una quarantina d’anni fa
Nella settimana sanremese, il momento forse più atteso – e certamente più intimo – sarà la serata delle cover. Patty ha scelto di omaggiare Ornella Vanoni, l’amica che non c’è più, interpretando “Ti lascio una canzone”, il brano scritto da Gino Paoli con la musica di Peppe Vessicchio, scomparso lo scorso novembre. -1 “Mi manca tanto”, confessa senza troppi giri di parole, e il pensiero corre subito a un ricordo lontano, di quando lavorarono insieme in televisione: “Io l’accompagnavo al piano e lei cantava, ma il regista inquadrava lei mentre suonavo io e me mentre cantava lei. Ancora rido a pensarci”. -7 A impreziosire l’esibizione ci sarà Timofej Andrijashenko, primo ballerino del Teatro alla Scala, a suggellare quell’unione tra musica leggera e arte più alta che Patty rivendica da sempre. -2
Una carriera senza vittorie ma piena di premi della critica
Del resto, il suo rapporto con Sanremo è fatto di traguardi più che di primi posti. Dal debutto nel 1970 con “La spada nel cuore”, quando in coppia con Little Tony superò persino i favoritissimi Celentano e Mori nelle votazioni della prima serata, fino ai riconoscimenti della critica per “Per una bambola” nel 1984 e per quella “E dimmi che non vuoi morire” che nel 1997 scrisse una pagina indimenticabile del Festival. -1-7 “Non ho il senso della gara”, ripete, quasi a voler stemperare qualsiasi tensione competitiva, “vado solo perché penso di avere un bel pezzo da cantare”. -7 Il nuovo album, oltre al singolo, contiene firme prestigiose: Giuliano Sangiorgi, Morgan, Serena Brancale, Raphael Gualazzi, Francesco Bianconi, La Rappresentante di Lista, e poi ancora Pierpaolo Capovilla, Cristina Donà, Federico Dragogna. -8 Una comunità di autori, se così si può dire, che hanno lavorato attorno alla sua voce per cesellare undici tracce che spaziano tra sonorità diverse. Dopo l’uscita del disco, l’8 aprile, si parte con l’“Opera Tour” dai teatri: debutto a Firenze, poi Varese, Torino, Bologna, Milano, Cremona, Bergamo, Padova e Roma. -3-5




