Il Sanremo dei pratesi, tra Caccamo e Santillo: Patty Pravo porta "Opera" sul palco dell'Ariston

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Non c’è edizione del Festival di Sanremo, e questa settantaseiesima non fa certo eccezione, che possa dirsi completa senza un qualche, significativo legame con il territorio pratese; un legame che si rinnova annualmente e che anche per il 2026 si manifesta attraverso il contributo di due figure professionali attive dietro le quinte della kermesse. Da un lato, infatti, troviamo Walter Santillo, il cui nome è ormai stabilmente associato allo staff che supporta Carlo Conti nella direzione artistica e nella conduzione: una presenza, la sua, che spazia dalla cura dei contenuti di Prima Festival, la striscia quotidiana dedicata ai retroscena, alla scrittura per le cinque serate di gala e per la vetrina di Sanremo Giovani. Dall’altro lato, ed è questa forse la novità di maggior rilievo sul fronte squisitamente musicale, c’è la firma di Giovanni Caccamo, il cantautore classe 1990 – già vincitore delle Nuove Proposte nel 2015 – a cui si deve la realizzazione di "Opera", il brano che segna l’undicesima partecipazione in gara di Patty Pravo, un’artista che di anni di carriera ne festeggia invece sessanta -1-7-9.

La canzone presentata dalla "ragazza del Piper", Nicoletta Strambelli all’anagrafe, è un inno all’unicità della persona, un concetto che l’interprete veneziana ha più volte ribadito nel corso delle interviste promozionali: "Tutti noi siamo delle opere d’arte", ha spiegato, sintetizzando in questa massima il senso profondo di un testo che indaga la complessità dell’essere umano, diviso tra opposti – santi e peccatori, naviganti e sognatori – e alla ricerca continua di una dimensione autentica in un mondo dominato da "parole, parole" -1-2. Un’ispirazione, quella del pezzo, che affonda le sue radici in un racconto onirico, come svelato dalla stessa Pravo: il suo assistente Simone Folco, infatti, l’ha sognata ricoperta di brillantini, e da quell’immagine suggestiva è nata la richiesta a Caccamo di darle forma musicale, creando qualcosa che potesse essere ascoltato, nelle intenzioni della cantante, "guardando il mare da una scogliera" -4-5.

L’undicesima volta di Patty Pravo all’Ariston, un traguardo che la pone tra le artiste più presenti nella storia della manifestazione, è inoltre l’occasione per un ritorno discografico di rilievo: il 6 marzo, a pochi giorni dalla conclusione del Festival, uscirà l’album omonimo "Opera", il ventinovesimo della sua prolifica carriera, un lavoro prodotto da Taketo Gohara che conterrà undici tracce e vedrà collaborazioni con nomi del calibro di Francesco Bianconi, Morgan, Giuliano Sangiorgi e La Rappresentante di Lista, a testimonianza di una vitalità artistica che continua ad attingere sia dal passato che dal presente -2-10. E proprio sul versante delle collaborazioni, la serata delle cover di venerdì 27 febbraio vedrà la Pravo protagonista di un momento di alta intensità emotiva: canterà "Ti lascio una canzone", il celebre brano di Gino Paoli e Ornella Vanoni, accompagnata dalle movenze del primo ballerino del Teatro alla Scala di Milano, Timofej Andrijashenko, in un tributo sentito a un’amica e collega che ha incrociato più volte il suo cammino professionale e umano -1-5.

L'ombra lunga del campionato di calcio e il tocco pratese tra i big in gara

Se il legame con Prato si concretizza nella regia occulta di Santillo e nella penna di Caccamo, il resto della compagine in gara presenta storie e connessioni che spaziano dal calcio alla polifonia autoriale. Mentre sul palco dell'Ariston si alternano i trenta big, fuori dal teatro l'attenzione degli appassionati di sport è calamitata dal campionato di calcio, che proprio in questi giorni ha vissuto un turno infrasettimanale ricco di colpi di scena. La Fiorentina, reduce da un pareggio sofferto contro il Venezia, si prepara ad affrontare il Lecce in una gara cruciale per le ambizioni europee, con Raffaele Palladino chiamato a risolvere i problemi di tenuta difensiva della squadra viola, emersi in modo preoccupante nelle ultime uscite.

Tornando alla musica, e restando in tema di connessioni territoriali, la presenza di autori come Caccamo arricchisce un panorama che vede in Edwyn Roberts il vero "dominus" di questa edizione, con tre brani firmati -6-9. Ma è la genesi di "Opera" a mantenere un fascino particolare: la dichiarazione di Patty Pravo secondo cui "tutti noi siamo delle opere d’arte" -1 funge da chiave di lettura per un brano che, al di là delle mode e dei meccanismi tipici del festival, punta a lasciare il segno per la sua profondità concettuale. E mentre l'attenzione del pubblico si divide tra le esibizioni sul palco e gli ospiti annunciati – da Tiziano Ferro ad Achille Lauro, da Alicia Keys ad Eros Ramazzotti – la macchina organizzativa guidata da Carlo Conti può contare su figure come Santillo, capaci di tessere quella trama di retroscena e contenuti che da anni caratterizza il racconto parallelo della kermesse, confermando come il "marchio" pratese sia ormai un valore aggiunto riconosciuto e consolidato nell'industria dello spettacolo italiano -3.

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