Patty Pravo: «A Sanremo mi aspetto un premio. Parlo con Madonna sui social. Il Piper? E' morto da una vita»
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Sessant'anni di carriera, undici partecipazioni al Festival di Sanremo e la consapevolezza, quella sì, di chi il palco dell'Ariston lo ha attraversato in ogni sua epoca, portando sul palco canzoni destinate a restare. Patty Pravo, all'anagrafe Nicoletta Strambelli, torna in gara nell'edizione del 2026 con Opera, un brano che, come spiega lei stessa, la rappresenta interamente: «Tutti noi siamo opere, ognuno per conto proprio» -1-5. La genesi del pezzo, scritto da Giovanni Caccamo, ha dell'inconsueto, perché l'idea è nata da un sogno di Simone Folco, suo storico compagno e collaboratore, nel cuore della notte. Un racconto che la cantante veneziana fa con la consueta nonchalance, mentre si concede tra un volo e l'altro, restando sospesa in quella dimensione spazio-temporale che le è propria -9.
Un'attesa lunga cinquant'anni e un'assenza al Quirinale
La prima volta di Patty Pravo sul palco dell'Ariston risale al 1970, quando cantò La spada nel cuore in coppia con Little Tony. Da allora ne è passato di tempo, e la cantante, che venerdì scorso ha dato forfait all'incontro del cast del Festival al Quirinale con il Presidente della Repubblica a causa di una leggera indisposizione, non nasconde una certa aspettativa per questa ennesima avventura sanremese. «Mi aspetto un premio», dichiara con la schiettezza che da sempre la contraddistingue, quasi a voler suggellare un percorso che l'ha vista protagonista assoluta della musica leggera italiana. Una pretesa, la sua, che non suona come arroganza, ma piuttosto come la legittima rivendicazione di chi ha attraversato mode e generazioni senza mai snaturarsi -1.
Il nuovo album, intitolato Opera come il singolo in gara, uscirà il 6 marzo e rappresenta il suo ventinovesimo lavoro in studio. Prodotto da Taketo Gohara, vede la partecipazione di un eterogeneo gruppo di autori: dai cantautori come Giuliano Sangiorgi e Morgan a voci più giovani come quelle de La Rappresentante di Lista, passando per artisti come Raphael Gualazzi, Serena Brancale e Cristina Donà. Un mix di generazioni e stili che dimostra, se mai ce ne fosse bisogno, la capacità della Pravo di rimanere contemporanea e di dialogare con il presente, circondandosi di talenti diversi per sensibilità ed estrazione -2-5.
Madonna, Ornella Vanoni e la memoria del Piper
Nel corso della chiacchierata telefonica, mentre è in aeroporto in attesa di imbarcarsi, la conversazione cade anche sui rapporti personali e sui ricordi di un'epoca che non c'è più. A chi le chiede del Piper, il mitico locale romano che l'ha lanciata, risponde senza giri di parole: «Il Piper? È morto da una vita». Una constatazione secca, che chiude un capitolo per aprirne altri, fatti di presente e di connessioni inaspettate. Come quella con Madonna, con cui intrattiene rapporti via social. «Parlo con Madonna sui social», conferma l'artista, svelando un'amicizia virtuale che incuriosisce i fan e che lei stessa definisce con leggerezza -3-7. Un legame nato da un semplice follow su Instagram e proseguito con messaggi e confidenze, a dimostrazione che la musica, anche a distanza di anni e di oceani, sa creare ponti inaspettati.
E poi c'è il tributo a Ornella Vanoni, l'amica e collega scomparsa, che Patty Pravo omaggerà nella serata delle cover di venerdì 27 febbraio. La scelta è ricaduta su Ti lascio una canzone, un brano firmato da Gino Paoli e Peppe Vessicchio che rappresenta un doppio, doloroso saluto a due figure importanti della sua vita artistica. Ad accompagnarla in questa performance, la presenza scenica di Timofej Andrijashenko, primo ballerino del Teatro alla Scala di Milano, a sottolineare l'eleganza e la teatralità che da sempre contraddistinguono le sue apparizioni. Un omaggio sentito, che prescinde dalla competizione e che guarda dritto al cuore di un'amicizia lunga sessant'anni, fatta di risate e complicità, come quando, quarant'anni fa, la Pravo accompagnava la Vanoni al pianoforte in televisione mentre il regista riprendeva tutto alla rovescia, suscitando l'ilarità di entrambe -1-9.




