Lazio, Fabiani sul caso Romagnoli: "Vie legali, chi ha sbagliato risponderà" e annuncia due colpi

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Redazione Sport Redazione Sport   -   In una conferenza stampa destinata a presentare i nuovi arrivi, il direttore sportivo della Lazio Angelo Fabiani ha dirottato l'attenzione su un fronte caldissimo, quello che riguarda l'operazione di mercato non conclusa per il difensore, dichiarando senza mezzi termini che il club si riserverà di adire le vie legali. Fabiani, il cui tono è apparso inequivocabilmente duro, ha tracciato una netta linea di demarcazione tra la società e le responsabilità di altri attori, asserendo che l'esito negativo della trattativa non può essere imputato né al presidente Claudio Lotito, né a se stesso, né all'allenatore Maurizio Sarri. "Qualcuno risponderà davanti a un giudice di quanto successo", ha affermato, in un passaggio che, volutamente, non lascia spazio a fraintendimenti. Il dirigente ha voluto ringraziare il calciatore stesso, definendolo l'unica persona ad aver utilizzato il buon senso nell'intera vicenda, mentre le sue parole hanno preso di mira l'agente Enzo Raiola, accusato di aver diffuso una ricostruzione dei fatti distante dalla verità.

Le nuove firme e il mercato in movimento

Parallelamente alle polemiche, Fabiani ha svelato con largo anticipo i primi movimenti della Lazio per la prossima stagione, annunciando due importanti colpi di mercato già fissati per il mese di giugno. Il primo è quello del terzino spagnolo Pedraza, del quale ha rivelato la firma del contratto, un'operazione che va quindi considerata conclusa. Il secondo riguarda invece il difensore portoghese Diogo Leite, attualmente in forza all'Union Berlino, per il quale esiste già un accordo con il suo legale, sebbene il giocatore sia al momento infortunato. Queste anticipazioni, rilasciate nel contesto della presentazione di Daniel Maldini, Edoardo Motta e Adrian Pryzborek, segnalano una chiara volontà di programmare il futuro nonostante il clima teso.

Il richiamo alla calma e la posizione su Sarri

Pur mantenendo una posizione ferma sulla questione Romagnoli, Fabiani ha lanciato un appello a placare gli animi, riconoscendo che si è creato un clima "non positivo" e "non bello", percepibile anche al di fuori dell'ambiente di lavoro. Ha esortato tutti a riportare la situazione "sui binari della serenità", ammettendo, in una frase incidentale, che anche la componente tecnica della società ha probabilmente contribuito all'escalation. Riguardo all'allenatore Maurizio Sarri, spesso al centro di critiche per il suo carattere, il direttore sportivo ha usato una definizione colloquiale ma non priva di affetto, chiamandolo "brontolone", per poi ricordare come il tecnico abbia un contratto di due anni ancora da onorare, sottintendendo quindi la continuità del rapporto.

Una strategia chiara tra polemiche e pianificazione

L'intervento di Fabiani delinea dunque una strategia bifronte: da un lato, la minaccia di un'azione giudiziaria per difendere, come ha detto, "la Lazio e l'onorabilità dei suoi tifosi" da quanto accaduto in una trattativa fallita; dall'altro, la proiezione verso il futuro, con annunci di acquisti già perfezionati e la presentazione di giovani talenti. Questa netta separazione tra un passato contenzioso, che si intende affrontare in sede legale, e un futuro su cui si sta già costruendo, rappresenta il filo conduttore delle sue dichiarazioni. La società, nonostante le tensioni, dimostra di voler procedere con i propri piani, isolando, per quanto possibile, le questioni tecniche dal rumore di fondo delle polemiche.

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