Lazio, Fabiani ammette: "Clima non positivo, abbiamo sbagliato anche noi"

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Il direttore sportivo della Lazio, Angelo Fabiani, ha rotto un muro di silenzio, ammettendo per la prima volta responsabilità della società in un conflitto ormai palese con la sua stessa tifoseria. "Credo sia giunto il momento di abbassare i toni, da parte di tutti", ha dichiarato a margine della presentazione di alcuni nuovi acquisti, delineando una situazione inedita per un club noto per la sua linea dura. "Si è venuto a creare un clima non bello", ha proseguito Fabiani, "un clima che si respira all'esterno del nostro ambito lavorativo". Una frattura, quella con le curve che anche nella prossima partita casalinga si prospettano desolatamente vuote, che fino a ieri sembrava non scalfire minimamente la dirigenza.

La svolta nel dialogo con le curve

"Noi come parte tecnica ci siamo isolati", ha riconosciuto il dirigente, in un passaggio che segna una svolta rispetto alla comunicazione abituale del club, aggiungendo senza mezzi termini: "Non nascondo che anche noi ci abbiamo messo del nostro". Un atteggiamento, questo, che rappresenta una novità assoluta nel recente corso laziale e che sembra aprire una finestra per un possibile riavvicinamento. La volontà, espressa senza giri di parole, è quella di "riportare il tutto sui binardi della serenità", indicando come strada obbligata un confronto diretto, un "tavolo" dove discutere le ragioni di una protesta divenuta plateale.

Le precisazioni sulle questioni tecniche

L'occasione della presentazione dei calciatori è servita a Fabiani anche per chiarire la posizione della società su altre vicende che hanno animato il dibattito. In merito alla spinosa questione legata al difensore Alessio Romagnoli, il ds ha nettamente smentito la versione circolata attraverso i suoi rappresentanti, affermando che "la realtà non è quella raccontata dal suo agente". Parole che, se da un lato chiudono una polemica, dall'altro ribadiscono un approccio fermo in sede contrattuale. Sul fronte tecnico, ha poi toccato la figura dell'allenatore, definendolo senza mezzi termini un "brontolone", ma ricordando al contempo come il suo rapporto sia regolato da un accordo biennale ancora in vigore, in un bilanciamento tra carattere personale e doveri professionali.

La priorità rimane la pacificazione

Nonostante l'imminenza di impegni sportivi di rilievo, come la trasferta contro la Juventus e il successivo quarto di Coppa Italia, il tema della riconciliazione interna si impone come prioritario. Fabiani ha voluto specificare che questa situazione di tensione "non piace a nessuno, nemmeno al presidente", sottolineando l'urgenza di trovare un punto d'incontro. L'invito, rivolto esplicitamente ai tifosi, è quello di incontrarsi per costruire una "pace" necessaria, perché il clima attuale, come lui stesso ha ammesso, rischia di pesare su ogni aspetto della vita della squadra, finendo per condizionarne perfino il rendimento in campo, dove invece servirebbero unità e concentrazione massima.

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