Piazza Affari in netto calo, tra timori per le banche e la manovra
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Redazione Economia
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Le borse europee, con Milano in prima fila, affrontano una giornata di forte tensione, segnando perdite che, in alcuni casi, superano abbondantemente i due punti percentuale. Questo clima di diffuso pessimismo, che non risparmia neppure i mercati asiatici dopo il netto ribasso di Tokyo, trae origine dalle preoccupazioni che giungono dall'altra parte dell'oceano, dove il settore bancario regionale mostra nuovamente segnali di fragilità. L'attenzione degli investitori si è concentrata, in particolare, su alcuni istituti di credito che hanno annunciato significative svalutazioni su grandi debitori, un elemento che ha immediatamente rievocato timori per la solidità complessiva del debito corporate.
Le avvisaglie dalla finanza statunitense
Come sottolineato da un analista finanziario all'Adnkronos, "il mondo obbligazionario corporate è enorme e le prime avvisaglie di difficoltà generano reazioni a catena". È proprio questo meccanismo a innescare le turbolenze dei listini, con le borse europee che si allineano al tono negativo dei future su Wall Street. Le dichiarazioni di due banche regionali statunitensi, Zions e Western Alliance, riguardanti importanti svalutazioni, hanno agito da detonatore, alimentando il nervosismo e spingendo alla vendita, operazioni che, a loro volta, amplificano il trend ribassista.
Il peso specifico del settore bancario italiano
A Piazza Affari, il Ftse Mib cede il 2,26%, posizionandosi tra le peggiori piazze continentali assieme a Francoforte, mentre Parigi contiene parzialmente le perdite. Il comparto finanziario, da sempre un pilastro dell'indice milanese, registra cali generalizzati, con molti titoli che scivolano tra il due e mezzo e il tre e mezzo per cento; tra questi, si distinguono per l'intensità del ribasso Banca Mediolanum, Unicredit e Azimut, tutte in contrazione di oltre il 3%. A gravare ulteriormente sull'umore degli investitori, contribuisce la decisione del governo di introdurre un contributo per la manovra di quest'anno, attingendo, tra le altre cose, a una minitassa sugli utili bancari accantonati lo scorso anno.
Uno sguardo d'insieme sui listini
L'ondata di vendite non risparmia neppure i titoli della difesa e si estende agli altri indici minori, come il Ftse Italia All-Share e il Ftse Italia Mid Cap, in un quadro generale che vede la quasi totalità dei settori in territorio negativo. La seduta si configura dunque come una delle più difficili degli ultimi tempi, con il mercato costretto a fare i conti con un rinnovato scetticismo sulla tenuta del sistema, un sentimento che, partendo dalle banche regionali statunitensi, finisce per investire l'intera architettura finanziaria globale.




