Ue ribadisce sostegno a Kiev, quasi 200 miliardi erogati dall'inizio del conflitto
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Redazione Esteri
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Mentre ad Abu Dhabi prende il via, in una cornice inedita, un negoziato trilaterale che vede per la prima volta seduti allo stesso tavolo rappresentanti di Kiev, Mosca e Washington, l'Unione europea torna a marcare con fermezza la propria posizione. Una portavoce della Commissione, nel corso del consueto briefing con i giornalisti, ha infatti dichiarato senza ambiguità che Bruxelles ribadisce il "pieno impegno e sostegno all'Ucraina", un supporto che prosegue "fin dal primo giorno e in modo continuativo" insieme agli Stati membri. L'affermazione, che giunge in un momento di intensa attività diplomatica, sottolinea come l'Ue si consideri il "principale sostenitore" del paese sotto attacco, avendo già mobilitato, secondo i dati forniti, una somma vicina ai 200 miliardi di euro dall'esordio delle ostilità.
Il contesto del trilaterale e la posizione russa
Il vertice negli Emirati Arabi Uniti, i cui dettagli operativi restano sotto traccia, rappresenta uno sviluppo notevole dopo mesi di stallo, seguito all'incontro tra il presidente russo Vladimir Putin e l'inviato statunitense Steve Witkoff. Il Cremlino, commentando quel colloquio, lo ha definito "utile sotto ogni aspetto", una valutazione che lasciava presagire l'apertura di nuovi canali. Il negoziatore americano, giunto ad Abu Dhabi direttamente da Mosca insieme a Jared Kushner, porterà dunque al tavolo le istanze di Washington, ora guidata da Donald Trump, il quale aveva già avuto un confronto con Volodymyr Zelensky a Davos. Da parte russa, le condizioni note rimangono immutate: come sottolineato in più occasioni dal portavoce Dmitry Peskov, una premessa necessaria per qualsiasi seria trattativa rimane il ritiro delle forze ucraine dal Donbass, regione al centro di tragici episodi di cronaca nera i cui risvolti giudiziari continuano a essere investigati.
Le risorse europee e lo scenario geopolitico
L'enorme impegno finanziario dell'Unione, del quale quasi 200 miliardi costituiscono la misura più tangibile, non si limita al solo ambito militare ma comprende una vasta gamma di aiuti, pensati per sostenere l'economia e la popolazione civile, spesso vittima di eventi il cui racconto esula dai dettagli ma non dalla memoria. Questa piattaforma di sostegno, che alcuni osservatori considerano senza precedenti nella storia del progetto comunitario, si colloca in uno scenario internazionale in rapida evoluzione, dove l'attivismo di mediatori esterni e il riposizionamento di attori globali introducono variabili nuove. La stessa decisione di tenere i colloqui ad Abu Dhabi, d'altronde, segnala il crescente ruolo di certi hub diplomatici nel cercare di comporre, o almeno gestire, crisi di portata globale.
La complessità del percorso negoziale
La ripresa del dialogo, per quanto incoraggiante sul piano formale, non deve però indurre a facili ottimismi, poiché le distanze tra le parti restano abissali e gli interessi in gioco, stratificati. L'Ue, dal canto suo, insiste nel legare qualsiasi prospettiva di normalizzazione delle relazioni con Mosca al pieno rispetto del diritto internazionale e all'integrità territoriale ucraina, principi che la linea russa sembra tuttora contraddire. Mentre i negoziatori si preparano a una trattativa che molti definiscono storica per la sua stessa configurazione trilaterale, il flusso di risorse dall'Europa a Kiev prosegue, a dimostrazione di una strategia che punta simultaneamente sul sostegno concreto e sulla pressione diplomatica, nella speranza che una combinazione di fattori possa un giorno aprire una via d'uscita.




