Amici 2026, il duello infinito tra Gigi D’Alessio e Anna Pettinelli: “Non sei Damiano dei Maneskin”
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Se pensavate che il Serale di Amici 2026 sarebbe stato una passerella di tranquillità tra una coreografia patinata e una cover ben eseguita, beh, la seconda puntata di ieri sera ha spazzato via ogni residuo dubbio. Al centro del ring, questa volta, non c’erano soltanto i giovani allievi in cerca di gloria, ma un vero e proprio Corpo a corpo verbale tra Gigi D’Alessio e Anna Pettinelli. È bastata la sfida tra Riccardo e Gard, alle prese con un classico come La costruzione di un amore, per riaccendere la miccia di una rivalità nata appena sette giorni fa. E come ogni scontro che si rispetti tra due personalità così forti, sono volate parole grosse, inviti a cena strampalati e paragoni che rasentavano il surreale.
«Tu vuoi insegnare a me come si fa la musica?»
Il putiferio è scoppiato quando D’Alessio, visibilmente entusiasta della prova del suo pupillo Riccardo, ne ha elogiato la capacità di rimanere fedele all’arrangiamento originale del brano. Un’affermazione, quest’ultima, che per Anna Pettinelli rappresenta un limite piuttosto che un pregio. La speaker radiofonica, difendendo il suo allievo Gard, non ha potuto fare a meno di ribattere, scatenando una reazione immediata nel cantautore napoletano. Con il suo stile deciso e diretto, D’Alessio ha sferrato la stoccata che ha fatto il giro del web: «Tu vuoi insegnare a me come si fa la musica?», una domanda retorica che suonava più come un’accusa di presunzione nei suoi confronti. Il cantante ha infatti puntualizzato che, quando la base musicale di una cover è identica all’originale, apprezzare chi la esegue con precisione è una questione di coerenza, non di gusti personali.
Pizza, pregiudizi e il fantasma dei Maneskin
La Pettinelli, che non è certo tipo da lasciarsi intimorire, ha alzato il tiro trasformando la discussione tecnica in un faccia a faccia personale. Dopo aver accusato D’Alessio di avere un “preconcetto” su chi canta bene, forse preferendo chi gli somiglia di più, la conduttrice ha provato a sdrammatizzare (o forse ad affondare il coltello) con un invito a cena: «Ne parliamo un’altra volta, ci prendiamo una pizza, paghi tu». Ma il momento più surreale dello scontro è arrivato con un’altra uscita della Pettinelli: «Ma che vuol dire, sei Damiano dei Maneskin?». Una frecciata in piena regola, quella che paragonava ironicamente la visione musicale del giudice a quella del celebre frontman, che per D’Alessio non ha però alcun senso logico. «Ma neanche lui è me, cosa vuol dire?», ha ribattuto piccato l’artista, ribadendo di aver collaborato anche con rapper e di non avere alcuna preclusione verso la modernità, anzi.
La rivincita del «metti i dischi»
Per comprendere l’intensità di questa nuova fiammata, è necessario recuperare il filo del discorso interrotto la settimana precedente. Già nella prima puntata del Serale, i due avevano incrociato i ferri a causa di un’esibizione di Lorenzo. Se D’Alessio si era lasciato trasportare dall’emozione, la Pettinelli aveva parlato di “sbavature” tecniche. Fu lì che il cantante napoletano uscì con la frase destinata a diventare un tormentone: «La differenza tra me e te è che tu metti i dischi e io li faccio». Una distinzione netta, forse crudele ma efficace, tra chi crea l’arte e chi la passa in radio. Ieri sera, pur senza ripetere testualmente quella frase, D’Alessio ne ha ribadito lo spirito, rivendicando la propria autorità in materia di produzione musicale contro quella che lui percepisce come l’ignoranza altrui.




