L'assassinio del disertore russo Kuzminov in Spagna
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Redazione Esteri
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La mafia russa e i servizi segreti del Cremlino all'estero sono spesso considerati la stessa entità. Questa fusione di poteri è particolarmente evidente in Spagna, dove recentemente è stato assassinato un disertore russo, Maksim Kuzminov, alla vigilia di San Valentino.
Il contesto storico
Per comprendere appieno la situazione, è utile ricordare le parole di un altro disertore, Aleksandr Litvinenko, avvelenato diciotto anni fa. Litvinenko, un agente del Fsb, aveva osato sfidare il giovane Vladimir Putin. Le sue parole risuonano oggi con una risonanza particolare alla luce della morte di Kuzminov.
Il tradimento e la tirannia
La questione del tradimento è centrale in questa storia. Maksim Kuzminov, considerato un eroe in Occidente, è visto come un traditore in patria. Questa dicotomia riflette la legge dei tiranni, come illustrato nel quarto atto del Macbeth di Shakespeare. Lady Macduff definisce un traditore come "uno che giura e mente", una definizione che sembra adattarsi perfettamente alla situazione di Kuzminov.
L'assassinio di Kuzminov
Kuzminov è stato ucciso in Spagna in quello che sembra essere un'operazione "bagnata", un termine usato dagli agenti del Kgb con licenza di uccidere. Il suo corpo è stato trovato crivellato di proiettili sulla rampa di un garage sotto un palazzo di Villajoyosa, a nord di Alicante. L'auto dei presunti assassini è stata abbandonata a El Campello, a una ventina di chilometri di distanza.
Conclusione
La morte di Kuzminov sottolinea la pericolosa realtà della mafia russa e dei servizi segreti del Cremlino all'estero. Mentre l'Occidente lo considera un eroe, in patria è visto come un traditore. Questa storia serve come un triste promemoria delle conseguenze potenzialmente letali del dissenso in Russia.
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