La minaccia nucleare russa, rivelazioni di un disertore
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Redazione Esteri
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Il 18 novembre scorso, la stampa occidentale ha riportato indiscrezioni riguardanti il via libera concesso dagli Stati Uniti, Francia e Gran Bretagna a Kiev per l'impiego di missili Atacms e Storm Shadow contro il territorio russo. Questa decisione è stata presa in risposta al dispiegamento di migliaia di soldati nordcoreani all'interno della Federazione Russa. In questo contesto, un ex ufficiale russo, che ha scelto di disertare, ha rivelato dettagli inquietanti riguardo l'arsenale nucleare del Cremlino.
Secondo le dichiarazioni del disertore, noto con il nome di copertura Anton, la Russia era pronta a utilizzare armi nucleari già dal primo giorno dell'invasione dell'Ucraina, avvenuta nel febbraio 2022. Anton, che ha prestato servizio in una base nucleare russa, ha raccontato alla BBC che le armi erano pronte per essere impiegate sin dall'inizio del conflitto. Questa rivelazione, che ha fatto il giro dei media italiani, ha sollevato ulteriori preoccupazioni riguardo le intenzioni di Mosca e la possibilità di un'escalation nucleare.
La Russia, infatti, ha recentemente aggiornato la sua dottrina d'impiego delle armi nucleari, abbassando la soglia minima per una rappresaglia nucleare a un attacco convenzionale sul suolo russo sostenuto da una potenza nucleare. Questo cambiamento, unito alle dichiarazioni di Anton, dipinge un quadro allarmante della situazione attuale. Le armi nucleari, secondo il disertore, erano pronte a essere utilizzate fin dal primo giorno di guerra, aumentando il livello di tensione e il rischio di un conflitto nucleare.
Le rivelazioni di Anton, che ora si trova nascosto in un luogo imprecisato al di fuori della Russia, offrono uno sguardo inquietante sulle intenzioni del Cremlino. La sua testimonianza, raccolta dalla BBC, rivela che il giorno in cui è iniziata la guerra, le armi nucleari erano già pronte per essere impiegate.




