Villa Pamphili, il passato a Malta di Kaufmann e l’ombra della truffa
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Redazione Interno
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Prima di approdare a Roma, dove la compagna Anastasia Trofimova e la figlia Andromeda sono state trovate senza vita il 7 giugno scorso, Francis Kaufmann – noto anche come Rexal Ford – aveva vissuto a Malta. Ed è proprio sull’isola che l’americano, ora accusato di duplice omicidio aggravato, avrebbe tentato di raggirare il proprietario della casa in cui alloggiava. Chi lo ha conosciuto in quel periodo lo descrive come una persona instabile, spesso alterata dall’alcol, e poco affidabile. «Aveva problemi, era un falso e non era al 100%», ha raccontato un testimone, senza entrare nei dettagli dell’episodio.
Le indagini sul duplice omicidio di Villa Pamphili, intanto, proseguono senza sosta. I magistrati romani, che hanno avviato l’iter per l’estradizione dall’Grecia – dove Kaufmann è detenuto nel carcere di Larissa –, stanno ricostruendo i suoi movimenti tra Malta, l’Italia e l’isola di Skiathos, dove è stato arrestato. Ma è sul luogo del delitto che si concentrano ora gli accertamenti più delicati. Gli investigatori stanno esaminando i reperti rinvenuti accanto ai corpi, tra cui un telo che potrebbe aver avuto un ruolo cruciale nella morte di Anastasia, forse soffocata.
Dall’autopsia sulla donna, 28enne di origini russe, sono emersi elementi che escludono un decesso per overdose, avvelenamento o cause naturali, come un arresto cardiaco. Resta invece aperta l’ipotesi di un’aggressione violenta, mentre per la piccola Andromeda – che non aveva ancora compiuto un anno – le circostanze della morte sono ancora da chiarire.




