Produzione di armi Iran: Teheran annuncia il raddoppio

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   La produzione di armi Iran sarebbe raddoppiata nell’ultimo anno, con un aumento ancora maggiore per alcuni prodotti strategici destinati ai conflitti, secondo quanto dichiarato dal portavoce del ministero della Difesa iraniano Reza Talaei-Nik. Il generale di brigata ha spiegato che il ritmo della produzione di armamenti per la difesa è cresciuto da luglio dello scorso anno a luglio di quest’anno. Le dichiarazioni sono state riportate dalle agenzie iraniane e indicano che armi e munizioni utilizzate sul campo di battaglia vengono rapidamente sostituite attraverso una capacità produttiva aumentata.

Le dichiarazioni iraniane sulla produzione di armamenti

Secondo Reza Talaei-Nik, l’Iran avrebbe più che triplicato la produzione di alcune armi e munizioni strategiche durante la recente guerra di 40 giorni. Il portavoce del ministero della Difesa ha affermato che il Paese sarebbe meglio preparato dei suoi avversari ad affrontare una guerra prolungata, collegando l’aumento della produzione alla necessità di mantenere disponibili gli equipaggiamenti militari. Le dichiarazioni diffuse dall’agenzia iraniana Tasnim sottolineano il ruolo delle forniture di armi e munizioni nel sostenere operazioni militari estese nel tempo.

L’annuncio sulla crescita della produzione militare arriva nel contesto delle tensioni tra Iran e Stati Uniti. Donald Trump ha ribadito che l’Iran non dovrà mai avere un’arma nucleare e ha dichiarato di considerare al momento lo Stretto di Hormuz un territorio americano. Le sue parole si inseriscono nel confronto tra Washington e Teheran, mentre il presidente statunitense ha nuovamente indicato il tema nucleare come uno dei punti centrali dello scontro.

Le tensioni regionali e gli altri fronti aperti

Nel quadro delle tensioni internazionali vengono segnalati anche nuovi episodi nel Medio Oriente, con i media libanesi che riportano attacchi a Baalbek al-Taher, nella zona di Dabshe e nel villaggio di Deir Siryan, nel Libano meridionale. Parallelamente, secondo quanto riportato dalla tv israeliana Channel 12, i vertici delle Forze di Difesa Israeliane avrebbero avvertito la leadership politica del Paese del rischio di una violenta escalation in Cisgiordania. Le valutazioni citate riguardano la crescente violenza dei coloni e la proliferazione di insediamenti illegali nel territorio.

La situazione viene inoltre accompagnata da altre prese di posizione politiche e religiose legate ai temi della guerra e della tecnologia. Dal palco del Meeting di Rimini, Papa Leone ha parlato della necessità di liberare tecnologia e finanza dai business della morte, inserendo il tema nel più ampio richiamo alla pace e alla rimozione dei rapporti di potere ingiusti alla base di povertà, diseguaglianze, guerre e disastri ambientali. Le parole del Pontefice sono state rivolte ai giovani presenti all’evento.

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