Susan Sarandon, 80 anni tra cinema e protesta: il Womenland Award alla Festa di Roma
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Susan Sarandon compie 80 anni oggi, 4 ottobre 2026. Nata a New York nel 1946 con il nome di Susan Abigail Tomalin, l'attrice festeggia un traguardo importante con alle spalle oltre mezzo secolo di cinema e una carriera che continua a tenerla sulla scena, tra set internazionali e manifestazioni di piazza.
Il debutto e i ruoli che l'hanno resa un'icona
L'esordio sul grande schermo arriva nel 1970 con Joe, ma il ruolo che la consegna al pubblico internazionale è quello di Janet Weiss in The Rocky Horror Picture Show, nel 1975. Da quel momento la sua filmografia si arricchisce di titoli che attraversano generi e decenni: Pretty Baby e Atlantic City, che nel 1982 le vale la prima candidatura all'Oscar, Miriam si sveglia a mezzanotte, Le streghe di Eastwick, Bull Durham, fino a L'olio di Lorenzo e Il cliente.
È il 1991 a regalarle uno dei personaggi entrati nell'immaginario collettivo: Louise Sawyer in Thelma & Louise di Ridley Scott. Al fianco di Geena Davis, Sarandon dà vita a una delle coppie femminili più celebri del grande schermo, un road movie che diventa film simbolo e le procura una nuova candidatura agli Academy Awards. La statuetta arriva nel 1996 grazie a Dead Man Walking – Condannato a morte, diretto da Tim Robbins, dove interpreta suor Helen Prejean accanto a Sean Penn.
L'impegno politico e le conseguenze professionali
Accanto alla carriera cinematografica, Sarandon ha portato avanti un'attività di attivista che l'ha vista protagonista di numerose proteste. Il suo primo arresto risale al 1982, a New York, durante una manifestazione contro la demolizione del Morosco Theatre di Broadway. Da allora è tornata più volte in stato di fermo: nel 1999 insieme all'allora compagno Tim Robbins durante una protesta contro la polizia, nel 2018 per le politiche migratorie di Donald Trump, nel 2023 per il salario equo dei camerieri dello Stato di New York.
Lo scorso 24 settembre, a New York, è stata ammanettata insieme a un altro centinaio di persone durante una manifestazione contro Benjamin Netanyahu, in occasione del suo intervento all'Assemblea generale delle Nazioni Unite. La protesta, organizzata da Jewish Voice for Peace, chiedeva la fine del sostegno militare statunitense a Israele.
A Venezia, dove ha presentato The Echo Chamber di Andrea Pallaoro, ha dichiarato di aver perso ruoli a Hollywood per le sue posizioni critiche verso il governo israeliano, parlando di «una struttura del potere» che continua a condizionare le assunzioni nel suo settore.
Il ritorno a Roma e l'apertura di Alice nella Città
Tra una decina di giorni Sarandon sarà di nuovo in Italia per la Festa del Cinema di Roma. Il 13 ottobre riceverà il Womenland Award 2026 in occasione dell'apertura del Fuori Sala, il format ideato da Alice nella Città, sezione autonoma e parallela della rassegna romana che si svolge all'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone dal 13 al 25 ottobre.
Il riconoscimento, come spiegato dagli organizzatori, non è soltanto un premio alla carriera ma un tributo a «un modo di attraversare il cinema: con libertà, autonomia e con il coraggio di scegliere chi essere, sullo schermo e fuori dallo schermo». Nella capitale l'attrice presenterà anche The Accompanist, opera prima di Zach Woods di cui è protagonista, in anteprima per il Concorso Internazionale.
Il film, una commedia indipendente già passata al Festival di Tribeca, la vede nei panni di Sylvia, una donna di settant'anni dal carattere ruvido che si ritrova ad accudire una bambina di otto anni dopo un incidente quasi fatale nel New Jersey.
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