Stadio Franchi, la proposta di Giani: fondi regionali se salta l'accordo Comune-Fiorentina
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Sport
-
La possibilità che la Regione Toscana intervenga, seppur in parte, per sbloccare l'impasse sul restauro dello stadio Artemio Franchi, acquisisce contorni più definiti dopo le dichiarazioni del presidente Eugenio Giani. L'idea, avanzata dal governatore in un'intervista, prevede che qualora non dovesse concretizzarsi l'intesa tra il Comune di Firenze e la società Fiorentina, l'ente regionale sarebbe disposto a mettere sul piatto una quota delle risorse necessarie. Una cifra, quella complessivamente mancante, che si aggira stabilmente attorno ai sessanta milioni di euro e che, come ribadito più volte dalle parti, rappresenta l'ostacolo principale per la ripresa dei cantieri. Giani, pur aprendo a questa opzione, ha tuttavia sottolineato come la scelta migliore rimarrebbe comunque quella di un accordo diretto tra Palazzo Vecchio e la proprietà del club.
La mappa delle reazioni economiche
La proposta lanciata dal presidente della Regione ha immediatamente generato un ventaglio di posizioni differenti tra i principali attori economici del territorio. Confcommercio, come riportato, ha mostrato un'apertura significativa verso l'ipotesi di un coinvolgimento più ampio, vedendo probabilmente nel completamento dell'opera un volano per le attività commerciali cittadine. Sulla stessa linea, seppur con toni di maggiore prudenza, si sono posizionate Ance Confindustria e Confesercenti, che non hanno precluso la disponibilità a un confronto. Di segno diametralmente opposto, invece, la freddezza – definita addirittura un "gelo" – che proverrebbe dagli ambienti della Fondazione Cr Firenze, istituzione che tradizionalmente gioca un ruolo cruciale nel finanziamento di grandi opere pubbliche a Firenze e il cui scetticismo peserebbe non poco sulle concrete possibilità di realizzare l'operazione.
Il temporeggiare della Fiorentina
Mentre il dibattito istituzionale ed economico si infiamma, la Fiorentina, parte in causa fondamentale, mantiene un profilo deliberatamente basso. La società, alla quale è rivolta in ultima analisi ogni proposta, si è concessa ulteriore tempo per una valutazione approfondita della nuova situazione creatasi, prendendo come riferisce qualche settimana per ponderare le implicazioni dell'offerta regionale. Questo atteggiamento di attesa, che segue mesi di trattative non facili con l'amministrazione comunale guidata da Sara Funaro, lascia intendere come la questione non sia soltanto finanziaria ma investa aspetti di governance e di visione sul futuro dell'impianto, il cui restauro interessa da vicino le esigenze sportive e di immagine del club.
Lo scenario di un tavolo allargato
Il cuore della proposta di Giani, al di là della disponibilità di fondo, risiede nella volontà di costituire un tavolo di lavoro che allarghi il perimetro dei soggetti coinvolti. Nella visione del governatore, attorno a quel tavolo dovrebbero infatti sedersi non solo la Regione e il Comune, ma anche le fondazioni bancarie – a partire proprio dalla reticente Cr Firenze – e le associazioni di categoria che hanno mostrato interesse. Un meccanismo, questo, che punta a scomporre l'onere economico su più soggetti, alleggerendo il peso su ciascuno di essi e cercando di superare la logica del braccio di ferro bilaterale che finora ha caratterizzato la vicenda. Rimane il fatto che, senza un'assunzione di responsabilità chiara da parte della società calcistica, qualsiasi progetto di finanziamento multilaterale rischierebbe di rivelarsi un esercizio puramente teorico.




