Toscana al voto, il campo largo punta sul bis di Giani
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Redazione Interno
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Oltre tre milioni di toscani, un numero che supera di circa ventiduemila unità quello della tornata del 2020, sono chiamati a decidere le sorti della Regione in un appuntamento elettorale la cui principale incognita risiede proprio nella partecipazione popolare. L’elettorato, che include più di diciassettemila diciottenni e circa duecentotremila residenti all’estero – una fetta non trascurabile, pari a quasi il sette per cento del totale –, troverà ad attenderlo quasi quattromila seggi, quattordici in meno rispetto a cinque anni fa, gestiti da oltre ventitremila persone. La storia delle regionali in Toscana, dal lontano 1970, racconta di un’affluenza in picchiata, crollata fino a toccare il suo minimo assoluto, un preoccupante 48,28%, nel 2015, per poi mostrare un parziale recupero nell’ultima consultazione.
L'incognita dell'affluenza e il clima della vigilia
Mentre la macchina organizzativa si appresta a entrare nel vivo, con l’allestimento dei seggi e la mobilitazione degli scrutatori, l’attenzione si concentra sulla capacità di richiamo delle forze politiche in campo. La vigilia del voto, che precede il silenzio elettorale, è stata caratterizzata da un fermento particolarmente intenso a Firenze, dove i principali leader nazionali hanno animato le serrate campagne dei rispettivi candidati. Il centro cittadino, sottoposto a misure di sicurezza straordinarie, ha visto il susseguirsi di eventi e comizi, con una presenza massiccia di esponenti di governo e di opposizione, ciascuno dei quali ha portato il proprio sostegno in una sfida che trascende i confini regionali.
I sondaggi dipingono un quadro definito
Le rilevazioni degli istituti di ricerca, per quanto da considerare con la dovuta cautela, disegnano un panorama piuttosto chiaro, attribuendo al presidente uscente, Eugenio Giani, un vantaggio consistente sull’avversario del centrodestra, Alessandro Tomasi. La forbice stimata per Giani oscilla infatti tra il 51 e il 55 per cento, mentre per Tomasi si attesterebbe su una forchetta compresa tra il 42 e il 46 per cento, lasciando poco spazio, stando a questi numeri, a sorprese dell’ultima ora. Una distanza che, se confermata dalle urne, potrebbe tradursi in una vittoria già al primo turno, un obiettivo che il cosiddetto “campo largo” persegue con determinazione dopo le recenti battute d’arresto elettorali in altre regioni.
Il contesto delle liste e lo scenario politico
Analizzando il voto di lista, il schieramento di centrosinistra mostra una solidità che i sondaggi quantificano tra il 51 e il 55 per cento, con il Partito Democratico che, al suo interno, guiderebbe la coalizione con una percentuale stimata tra il 31 e il 35 per cento. Il centrodestra, da parte sua, punta a consolidare un consenso che le rilevazioni pre-elettorali collocano in un intervallo tra il 43 e il 47 per cento, mentre la candidata del terzo polo, Sara Funaro, si attesterebbe su quote minori. La distribuzione delle preferenze, che qualcuno già dà per scontata, sarà invece il termometro più fedele per misurare l’effettiva capacità di mobilitazione delle diverse anime politiche toscane, chiamate a esprimersi in un weekend di ottobre.




