Consulta boccia il referendum sull'autonomia differenziata
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Redazione Interno
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La Corte Costituzionale ha dichiarato inammissibile il referendum abrogativo sulla riforma dell'autonomia differenziata, una decisione che ha suscitato reazioni contrastanti. La Consulta, basandosi su una sentenza precedente, ha rilevato che l'oggetto e la finalità del quesito non risultano chiari, pregiudicando così la possibilità di una scelta consapevole da parte dell'elettore. La legge Calderoli, approvata dal Parlamento lo scorso giugno, è stata oggetto di critiche e contestazioni, soprattutto da parte delle opposizioni politiche e delle associazioni che si oppongono alla regionalizzazione di servizi pubblici come scuola e sanità.
La Corte ha sottolineato che il quesito referendario, così formulato, avrebbe alterato la funzione del referendum stesso, trasformandolo in una scelta sull'autonomia differenziata in generale, e in definitiva sull'articolo 116, terzo comma, della Costituzione. Tale questione, secondo i giudici, non può essere oggetto di un referendum abrogativo, ma solo eventualmente di una revisione costituzionale. La decisione della Consulta, attesa da molti, ha trovato il consenso della Lega, promotrice della norma, mentre ha deluso le aspettative di chi sperava in un pronunciamento favorevole al referendum.
Il dibattito sull'autonomia differenziata, che prevede una maggiore autonomia per le regioni in vari settori, è stato al centro di accese discussioni politiche negli ultimi mesi. La sentenza della Corte Costituzionale, pur confermando la legittimità della legge sotto il profilo costituzionale, ha evidenziato sette rilievi basati sul concetto di sussidiarietà, che hanno portato alla bocciatura del referendum. Ora, parlamento e governo dovranno lavorare per modificare la legge, tenendo conto delle indicazioni della Consulta, per poter eventualmente riproporre un nuovo quesito referendario in futuro.
In attesa del deposito delle motivazioni della decisione, previsto nei prossimi giorni, il dibattito politico continua a infiammarsi, con dichiarazioni e prese di posizione da parte dei vari schieramenti.




