Corte Costituzionale, serve più chiarezza

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La Corte Costituzionale, con due recenti decisioni, ha posto l'accento sulla necessità di una maggiore chiarezza normativa, soprattutto in relazione all'autonomia differenziata delle Regioni. La prima sentenza, che funge da antecedente storico e logico della seconda, ha dichiarato incostituzionali le parti essenziali della legge firmata da Roberto Calderoli, simbolo della Lega, già a novembre scorso. La seconda decisione, invece, ha dichiarato inammissibile il referendum abrogativo della stessa legge, ritenendo il quesito poco chiaro.

Le opposizioni, colpite dalla decisione della Consulta, si trovano ora a dover affrontare una primavera referendaria dimezzata. Senza il quesito sull'autonomia, i quattro referendum promossi dalla Cgil sul Jobs Act e quello sulla cittadinanza, sostenuto da +Europa e altre associazioni, dovranno affrontare il rischio dell'astensionismo, aggravato dalla decisione del governo di non far svolgere elezioni amministrative nel 2025.

La Lega, tuttavia, non si arrende e annuncia di voler proseguire nella sua battaglia per l'autonomia differenziata. La sfida, dunque, resta aperta, con il regionalismo costituzionalmente orientato che diventa un obiettivo sempre più rilevante.

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