Garlasco, la difesa di Stasi accelera sul Dna e sulle impronte: tre nuove consulenze per la revisione
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Redazione Interno
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La difesa di Alberto Stasi ha intensificato le proprie attività su due fronti principali: da un lato la richiesta di revisione della condanna definitiva presentata alla Corte d'appello di Brescia, dall'altro il costante monitoraggio dell'inchiesta della Procura di Pavia che vede Andrea Sempio come unico indagato per l'omicidio di Chiara Poggi.
In questo quadro, il team legale dell'ex studente della Bocconi ha messo a punto un pacchetto di nuove consulenze tecniche che, secondo quanto emerso, potrebbero fornire elementi in grado di sostenere l'istanza di revisione del processo che si è concluso con la condanna irrevocabile nel 2015.
I tre filoni di indagine della difesa
Secondo quanto riportato dalla trasmissione Ignoto X su La7, la difesa di Alberto Stasi avrebbe predisposto almeno tre nuovi accertamenti peritali, il cui contenuto è stato mantenuto nel più stretto riserbo. Il primo filone riguarda una rilettura critica delle intercettazioni di Andrea Sempio risalenti al 2017, un'analisi che secondo fonti vicine all'inchiesta sarebbe già stata completata e conterrebbe elementi definiti inediti.
Il secondo approfondimento si concentra invece sulle impronte di suola a pallini rinvenute sulla scena del delitto, con uno studio specifico sulla camminata e sulle calzature di Stasi e di Sempio. Il terzo e forse più delicato accertamento è di natura genetica, una nuova consulenza sul Dna che i periti Pasquale Linarello e Ugo Ricci hanno già consegnato ai legali di Stasi.
L'indagine difensiva riservata
Oltre alle consulenze tecniche, la difesa di Alberto Stasi avrebbe condotto anche una nuova indagine difensiva sull'omicidio di Chiara Poggi, descritta come "avvolta nel più assoluto riserbo" e di "estremo interesse" da una fonte investigativa. Questa attività, di cui non sono stati resi noti i contenuti, rappresenterebbe un tassello significativo nella strategia del collegio difensivo guidato dagli avvocati Antonio De Rensis e Giada Bocellari, che punta a dimostrare l'innocenza del proprio assistito.
De Rensis ha recentemente dichiarato che per Stasi inizia una "seconda vita", pur ribadendo con forza l'obiettivo di ottenere la revisione della condanna che il suo assistito ritiene ingiusta.
Il nodo della nuova prova e il ruolo della Procura generale
Uno dei punti centrali su cui si sta concentrando l'attenzione è il significato giuridico di "nuova prova" ai fini di una richiesta di revisione del processo. La Procura generale di Milano, che deve esaminare le carte trasmesse dalla Procura di Pavia, sta valutando se gli elementi emersi nella nuova inchiesta su Andrea Sempio possano essere utilizzati non tanto per sostenere una sua responsabilità, quanto per dimostrare l'inconsistenza della condanna di Alberto Stasi.
L'avvocato Gian Luigi Tizzoni, legale della famiglia Poggi, ha però espresso forti dubbi in proposito, sottolineando che le nuove consulenze non conterrebbero elementi capaci di mettere in crisi la sentenza definitiva.
Il doppio binario giudiziario
Mentre la difesa di Stasi porta avanti la sua attività sul fronte della revisione, l'inchiesta della Procura di Pavia prosegue il suo corso con Andrea Sempio unico indagato. La Procura ha già notificato l'avviso di conclusione delle indagini, ipotizzando che Sempio abbia ucciso Chiara Poggi "con odio e crudeltà" la mattina del 13 agosto 2007, dopo che la giovane avrebbe respinto un suo approccio. La difesa di Sempio, dal canto suo, sta lavorando per smontare l'impianto accusatorio, contestando in particolare la validità delle prove genetiche e delle impronte.
La data indicata per la chiusura delle indagini è il 28 settembre, e solo dopo sarà possibile valutare se gli elementi raccolti porteranno a una richiesta di rinvio a giudizio o a un'archiviazione. Il quadro investigativo resta quindi in evoluzione, con due binari paralleli che potrebbero convergere o divergere nei prossimi mesi.
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