Scontri a Milano durante la protesta contro il vertice dell'estrema destra, polizia carica con lacrimogeni
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Redazione Interno
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Milano è tornata a essere teatro di violenti scontri tra forze dell’ordine e manifestanti antagonisti, che sabato pomeriggio hanno dato vita a un corteo non autorizzato per contestare il "Remigration Summit", il raduno dell’estrema destra europea in corso a Gallarate. La tensione, già alta fin dalle prime ore, è esplosa in via Boccaccio, dove la polizia ha fatto ricorso a lacrimogeni e idranti per disperdere i dimostranti, alcuni dei quali – secondo quanto riferito – avevano lanciato petardi e bottiglie contro gli agenti.
Il corteo, composto da alcune centinaia di attivisti di centri sociali e collettivi di sinistra, molti con il volto coperto da passamontagna e protetti da caschi, ha tentato di dirigersi verso la stazione Cadorna, imboccando via Leopardi in un’area non prevista dal percorso autorizzato. La risposta delle forze dell’ordine, schierate in gran numero per evitare che la situazione degenerasse, è stata immediata: oltre ai gas lacrimogeni, sono stati utilizzati manganelli per contenere gli assalti, mentre le strade adiacenti a piazza Cairoli si riempivano di fumogeni accesi dai manifestanti.
Gli scontri, seppur circoscritti, hanno riportato alla memoria episodi simili del passato, con la differenza che questa volta la protesta era diretta contro un evento politico specifico, il summit di Gallarate, considerato dai contestatori una piattaforma per le istanze più radicali della destra continentale. Nonostante gli arresti e le cariche, alcuni gruppi sono riusciti a mantenere una presenza compatta, costringendo la polizia a ripetuti interventi per evitare che la situazione sfuggisse al controllo.




