Scontri in Georgia, polizia usa cannoni ad acqua e gas lacrimogeni

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   In Georgia, le proteste contro la decisione del governo di sospendere il processo di adesione all'Unione Europea non accennano a placarsi. Nella notte del 7 dicembre 2024, nuovi scontri tra manifestanti e polizia hanno visto l'uso di cannoni ad acqua e gas lacrimogeni da parte delle forze dell'ordine, mentre i dimostranti hanno risposto con fuochi d'artificio. La capitale Tbilisi è stata teatro di violenti scontri, con i manifestanti che, coperti da passamontagna e maschere antigas, hanno continuato a sfidare le autorità.

La situazione è degenerata ulteriormente quando, nella notte, i più impavidi tra i giovani manifestanti hanno cercato i poliziotti con uniformi senza contrassegno, temendo l'arrivo di rinforzi anonimi da Mosca. La leggenda di questi rinforzi circola da giorni, alimentando l'incubo di un intervento esterno. La polizia ha risposto con durezza, arrestando una cinquantina di dimostranti e trascinando in cella 48 giornalisti nei primi nove giorni di cortei.

I ministri degli Esteri di Germania, Francia e Polonia hanno condannato l'uso sproporzionato della forza contro i manifestanti pro-UE, chiedendo che i diritti fondamentali, tra cui la libertà di riunione pacifica e la libertà di espressione, siano sostenuti e protetti. Tuttavia, la repressione delle proteste continua, con le forze dell'ordine che utilizzano idranti d'acqua gelata e gas lacrimogeni per disperdere la folla.

La tensione rimane alta a Tbilisi, dove il "sogno georgiano" di adesione all'UE sembra sempre più lontano. I manifestanti, determinati a lottare per un futuro europeo, non si arrendono e continuano a sfidare le autorità, nonostante la dura repressione.

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