Disordini in Georgia: polizia ricorre a cannoni ad acqua e gas lacrimogeni
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Redazione Esteri
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In Georgia, le proteste contro la decisione del governo di sospendere il processo di adesione all'Unione Europea non accennano a placarsi. Nella notte del 7 dicembre 2024, nuovi scontri tra manifestanti e polizia hanno scosso la capitale Tbilisi. Gli agenti, per reprimere le dimostrazioni, hanno utilizzato cannoni ad acqua e gas lacrimogeni, mentre i dimostranti hanno risposto esplodendo fuochi d'artificio contro le forze dell'ordine.
La scena che si è presentata agli occhi dei cittadini era surreale: giovani con il volto coperto da passamontagna, maschere antigas al collo o legate al braccio, alcuni avvolti nella bandiera dell'Unione Europea come un mantello, si aggiravano per le strade. In fila alla cassa del supermercato, questi ragazzi compravano snack e bevande, sotto lo sguardo indifferente del cassiere e della guardia giurata.
La situazione è degenerata ulteriormente quando, nella notte, i manifestanti più impavidi hanno iniziato a cercare i poliziotti con l'uniforme senza contrassegno, temendo l'arrivo di rinforzi anonimi forniti da Mosca. La leggenda di questi agenti senza volto circola da giorni, alimentando l'incubo di un intervento russo.
Sabato mattina, la capitale contava una cinquantina di dimostranti arrestati, dopo una nottata di lacrimogeni e idranti d'acqua gelata sparata sulla folla. A questi si aggiungono i 48 giornalisti trascinati in cella nei primi nove giorni di cortei.




