Proteste in Georgia, sesta notte di scontri a Tbilisi

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   A Tbilisi, capitale della Georgia, si è consumata la sesta notte consecutiva di proteste, con migliaia di manifestanti filo-europeisti che hanno riempito le strade per esprimere il loro dissenso contro la sospensione dei colloqui di adesione all'Unione Europea. Indossando maschere antigas e utilizzando scudi artigianali per deviare i gas lacrimogeni della polizia, i dimostranti si sono radunati di fronte al Parlamento, su viale Rustaveli, avvolti nelle bandiere della Georgia e dell'UE.

Il premier georgiano, Irakli Kobakhidze, ha dichiarato che il messaggio in cui ha annunciato la sospensione dei colloqui con l'UE è stato frainteso, accusando i funzionari europei di ostacolare il processo. Tuttavia, la Corte Costituzionale ha respinto il ricorso contro il risultato delle elezioni, alimentando ulteriormente la rabbia dei manifestanti, che accusano il partito di governo di frodi elettorali e di essere filorussi.

Durante le proteste, un operatore televisivo è stato ferito da fuochi d'artificio lanciati con un razzo artigianale, un episodio che ha aggiunto tensione a una situazione già critica. Le manifestazioni, sempre più violente, sono scoppiate dopo l'annuncio del rinvio dei negoziati per l'adesione all'UE fino al 2028, una decisione che ha scatenato l'indignazione dei cittadini, determinati a proseguire la loro lotta per un futuro europeo.

Le immagini trasmesse dalla tv di opposizione Formula mostrano centinaia di persone che, nonostante la repressione, continuano a sfidare le autorità, chiedendo trasparenza e democrazia.

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