Proteste in Georgia, scontri e arresti a Tbilisi

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Per la sesta sera consecutiva, i manifestanti georgiani sono scesi in piazza a Tbilisi, protestando contro la decisione del governo di rinviare al 2028 il cammino di adesione all'Unione Europea. Su viale Rustaveli, di fronte al Parlamento, centinaia di persone, avvolte nelle bandiere della Georgia e dell'UE, hanno riempito la strada, come mostrato dalle immagini trasmesse dalla tv di opposizione Formula.

Le proteste, iniziate giovedì scorso, sono diventate sempre più violente, con scontri tra manifestanti e forze dell'ordine. I giovani georgiani, organizzati per resistere ai gas lacrimogeni, spostano le bombolette lontano dalla folla appena toccano il suolo, mentre i feriti vengono curati e altri prendono il loro posto. "Non molleremo, più ci picchiano e più torniamo in piazza", ha dichiarato Dachi, un diciassettenne schierato davanti al Parlamento per la sesta notte consecutiva.

Durante le manifestazioni, un operatore televisivo è stato ferito da fuochi d'artificio lanciati con un razzo artigianale. I manifestanti accusano il partito di governo, Sogno Georgiano, di frodi elettorali e di essere filorussi. La Corte Costituzionale ha respinto la richiesta di annullare le elezioni del 26 ottobre scorso, sostenuta dalla presidente della Repubblica Salome Zuraishvili e da 30 politici dell'opposizione, intensificando il malcontento tra i cittadini.

La situazione politica e sociale in Georgia si fa sempre più tesa, con le proteste che non accennano a diminuire.

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