Proteste e scontri a Tbilisi, la Georgia sospende i negoziati per l'adesione all'UE
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Redazione Esteri
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A Tbilisi, capitale della Georgia, le proteste contro la decisione del governo di sospendere i negoziati per l'adesione all'Unione Europea sono entrate nella terza notte consecutiva, con scontri violenti tra manifestanti e polizia. I manifestanti, che si sono radunati nel distretto di Vake vicino al campus della Tbilisi State University su viale Chavchavadze, hanno bloccato un importante incrocio dopo che la polizia li aveva dispersi nelle prime ore del mattino da viale Rustaveli. La polizia ha utilizzato droni, lacrimogeni e idranti per disperdere la folla, arrestando molti presenti. Nonostante ciò, altri attivisti sono giunti nelle prime ore della mattina per unirsi alle proteste.
Il primo ministro georgiano, Irakli Kobakhidze, ha lanciato un avvertimento ai manifestanti, dichiarando che "qualsiasi violazione della legge sarà affrontata con il pieno rigore della legge". Kobakhidze ha escluso la possibilità di indire nuove elezioni legislative, nonostante il caos post-elettorale che ha messo in discussione la sua credibilità sia in patria che all'estero. Alla domanda se il partito al governo, Sogno Georgiano, che ha rivendicato la vittoria nelle contestate elezioni di ottobre, avrebbe accettato di far tornare il Paese alle urne, Kobakhidze ha risposto con un secco "certamente no".
Nel frattempo, Dmitry Medvedev, ex presidente russo e attuale presidente del consiglio di sicurezza di Mosca, ha affermato che in Georgia è in corso un tentativo di rivoluzione, avvertendo che il Paese è "sulla strada dell'Ucraina, verso l'abisso". Le dichiarazioni di Medvedev riflettono le tensioni geopolitiche nella regione, con la Georgia che si trova in una posizione delicata tra l'influenza russa e le aspirazioni europee.
Le proteste sono scoppiate dopo che il primo ministro georgiano aveva annunciato la sospensione dei negoziati per l'adesione all'UE fino al 2028, una decisione che ha scatenato l'indignazione dell'opposizione e di una parte significativa della popolazione.




