Poste Italiane, utile a 1,88 miliardi e dividendo da 1,25 euro. Del Fante confermato alla guida del gruppo

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Redazione Economia Redazione Economia   -   L’assemblea dei soci di Poste Italiane ha approvato il bilancio d’esercizio relativo al 2025, archiviato con un utile netto di 1,88 miliardi di euro, e ha deliberato la distribuzione di un dividendo complessivo di 1,25 euro per azione. L’informativa, diffusa al termine dell’assemblea, conferma la volontà del gruppo di mantenere un profilo attrattivo per i propri azionisti, anche in un contesto di mercato che premia la continuità operativa. Il via libera alla cedola – che verrà staccata il prossimo 22 giugno con record date il giorno successivo e pagamento il 24 giugno – rappresenta la traduzione numerica di una strategia che negli ultimi anni ha visto l’azienda trasformarsi in una piattaforma integrata di servizi finanziari, assicurativi, logistici e digitali.

Il nuovo corso del cda e la conferma di Del Fante

Subito dopo l’approvazione dei conti, l’assemblea ha nominato il nuovo consiglio di amministrazione che, riunito ieri a Roma nella sua prima seduta, ha provveduto a ridisegnare l’assetto dei poteri. All’unanimità, è stato confermato Matteo Del Fante – che guida l’azienda ormai da diversi anni – come amministratore delegato, affidandogli di fatto la gestione operativa del gruppo. Al manager, che ha pilotato la fase di espansione del gruppo oltre il perimetro postale tradizionale, sono stati attribuiti poteri per l’amministrazione della società, fatta eccezione per quelli riservati per legge, dallo statuto o mantenuti in capo al consiglio stesso.

Il ruolo della presidente Silvia Maria Rovere

Parallelamente, il cda ha riconosciuto alla presidente Silvia Maria Rovere – già ai vertici dell’istituto di credito – un duplice incarico di supervisione e rappresentanza. A lei spetta, infatti, sia il ruolo di controllo sulle attività di audit, sia la responsabilità di curare, d’intesa con l’amministratore delegato, i rapporti con gli organi istituzionali e le autorità di vigilanza. Si tratta di un’architettura che valorizza la natura pubblica e regolata della società, la quale rimane profondamente intrecciata con il sistema Paese, dai servizi universali alla capillarità della propria rete territoriale.

Dettagli operativi sui compensi e riflessi giudiziari

Sul fronte delle politiche retributive, l’assemblea ha confermato i compensi per i vertici: 60 mila euro lordi annui per la presidente e 40 mila euro lordi per ciascun consigliere. È stato inoltre approvato un piano di incentivazione basato su strumenti finanziari, legato all’andamento del Titolo in Borsa, per i dirigenti con responsabilità strategiche. Per quanto riguarda i profili di legalità e gli sviluppi giudiziari – tralasciando dettagli espliciti o riferimenti a fatti di cronaca nera specifici – la governance di Poste resta sottoposta alla verifica dei requisiti di indipendenza dei membri. Il cda, in tal senso, ha verificato il possesso da parte della presidente e della maggioranza dei consiglieri dei requisiti previsti dal Testo Unico della Finanza e dalla disciplina bancaria, rinviando a una prossima seduta la ricostituzione dei comitati endo-consiliari.

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