Iran attacca la Giordania, colpiti aerei Usa ad Aqaba

Iran attacca la Giordania, colpiti aerei Usa ad Aqaba
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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   L’Iran attacca la Giordania con missili diretti contro aerei militari Usa presenti all’aeroporto di Aqaba, secondo quanto affermato dalle Guardie Rivoluzionarie iraniane e riportato dalla Tv di Stato. Teheran sostiene di aver colpito velivoli da trasporto pesante e da pattugliamento dell’esercito americano impegnato nell’aeroporto giordano, causando gravi danni a più mezzi. L’azione porta il territorio giordano al centro delle tensioni regionali, mentre Amman continua a dichiararsi estranea al conflitto e il Paese diventa uno dei punti più esposti alle possibili rappresaglie.

La Giordania diventa il punto più esposto della crisi

La prima linea della guerra arriva in Giordania, che pur non partecipando direttamente al conflitto si ritrova coinvolta nelle conseguenze degli scontri tra Iran, Stati Uniti e Israele. Aqaba, indicata come obiettivo dell’attacco iraniano, diventa il simbolo di una pressione crescente su un territorio attraversato da interessi militari e umanitari. Tra i camion carichi di derrate e merci diretti verso Gaza e i caccia che sorvolano il deserto, il Paese si trova in una posizione delicata e rischia di finire al centro di un fuoco incrociato.

La situazione sul terreno mostra un contrasto tra il traffico di aiuti e le tensioni militari che circondano la regione. I camion diretti verso la Palestina dalla Giordania, carichi di beni e bloccati da tempi di ingresso rallentati, attendono sotto temperature superiori ai 40 gradi. Questo scenario si intreccia con l’aumento delle operazioni militari e con il timore che nuovi attacchi possano coinvolgere ulteriormente aree finora considerate marginali rispetto allo scontro principale.

Israele minaccia una risposta dopo l’escalation con Teheran

Le tensioni aumentano anche sul fronte israeliano dopo la rottura del memorandum d’intesa tra Washington e Teheran siglato un mese prima. Israele torna in assetto di guerra e, attraverso il ministro della Difesa Katz, avverte che in caso di lancio di missili iraniani contro il territorio israeliano la risposta sarà condotta con tutta la forza disponibile. Le dichiarazioni arrivano mentre anche il confine con il Libano torna sotto pressione, con l’accordo di tregua ormai considerato lettera morta.

Il ministro della Difesa israeliano ha inoltre dichiarato che, nel caso in cui gli Stati Uniti dovessero cambiare politica, Israele sarebbe pronto ad azioni sia difensive sia offensive. Le parole di Tel Aviv si inseriscono in un quadro segnato dal nuovo confronto con Teheran e dall’estensione delle tensioni oltre i fronti già coinvolti. L’attacco denunciato dall’Iran contro gli aerei Usa ad Aqaba aggiunge così un ulteriore elemento alla crisi regionale.

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