Un’altra Jerez, un altro Marquez: Alex svetta nelle prequalifiche, Di Giannantonio e Bezzecchi inseguono

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Redazione Sport Redazione Sport   -   **Il ritorno in Europa del mondiale, dopo la trasferta oceanica che ha aperto la stagione, porta con sé la consueta valanga di aspettative. Ma se qualcuno si attendeva un copione rivoluzionato al Circuito de Jerez-Ángel Nieto, il venerdì di prove ha rispedito al mittente molte delle previsioni più azzardate. A fare da padrone, ancora una volta, è il sangue dei Marquez, anche se il nome in cima al tabellone non è quello del campione del mondo in carica bensì quello del fratello “minore” (almeno anagraficamente parlando), Alex. Lo spagnolo del team Gresini, proprio sulla pista che un anno fa lo vide protagonista di una svolta epocale con la sua prima vittoria nella classe regina, ha firmato la prestazione più convincente delle prequalifiche, fermando il cronometro su un 1 minuto, 35 secondi e 704 millesimi. Un tempo che, pur non polverizzando il record del tracciato, ha messo in chiara difficoltà una concorrenza pur agguerrita.

L’effetto Gresini e la rimonta di Diggia

La gerarchia emersa dalla sessione pomeridiana racconta di una Ducati che, nonostante qualche difficoltà incontrata da chi guida la factory (si vedano le cadute senza conseguenze fisiche ma comunque inquietanti), trova ancora nella galassia satellite le sue frecce più affilate. Alle spalle di Marquez Jr., distanziato di 333 millesimi, si è piazzato Fabio Di Giannantonio, autore di una crescita costante che lo ha portato a confermare la buona impressione delle libere del mattino. Il romano, in sella alla Ducati del team VR46, ha saputo ribaltare i valori visti nella sessione inaugurale, in cui aveva dominato davanti a tutti compreso il compagno di box Franco Morbidelli. Se il venerdì rappresenta solo un antipasto, per Di Giannantonio si tratta comunque di un segnale importante di continuità, lontano dalle pressioni della corsa per il titolo che coinvolge altri diretti interessati.

La classifica della Practice, che definisce l’accesso diretto alla Q2 (escludendo quindi i caduti di lusso come Pedro Acosta o le disastrate Honda e Yamaha), si tinge quindi di tricolore nelle posizioni che contano. Marco Bezzecchi, leader del mondiale e reduce da un avvio di stagione da protagonista assoluto, ha chiuso con il terzo tempo, incassando mezzo secondo dal battistrada. Il pilota dell’Aprilia, pur lontano dalla vetta, ha gestito la sessione con la consueta astuzia; la sua RS-GP, a Jerez, sembra avere le carte in regola per giocarsi il tutto per tutto già a partire dalla Sprint Race di sabato.

La resa dei conti tecnica è già iniziata

A Jerez, dunque, il copione si ripete solo in parte. Se la Ducati “ha fatto i compiti”, come si dice nel paddock, monopolizzando il gruppone dei migliori, l’Aprilia non è certo rimasta a guardare. Il terzo posto di Bezzecchi, inserito nella scia delle due GP26 più brillanti, è la dimostrazione che il distacco tecnico evidenziato nella prima parte della stagione si è almeno in parte ridotto. Ma il vero punto interrogativo, in attesa delle qualifiche ufficiali e della gara, riguarda lo stato di forma di Alex Marquez. L’ostinazione con cui cerca l’aderenza in frenata e la confidenza con l’asfalto andaluso sono sembrate molto diverse dalla prudenza mostrata nei tre GP extraeuropei di inizio annata. Ama questa pista, e la ama forse più di ogni altra, e quel primato conquistato con autorevolezza potrebbe rappresentare la scossa necessaria per rimettere in carreggiata una stagione finora vissuta all’ombra del fratello maggiore (quinto in classifica), Marc.

Il mondiale, insomma, riparte da dove si era fermato per quanto riguarda la lotta serrata, ma con un uomo in più pronto a infilarsi nella mischia. Marquez Jr. svetta a Jerez, Di Giannantonio e Bezzecchi inseguono a pochi decimi, e il resto della top class (con Bagnaia sesto e risorto dopo la caduta) si prepara a un assalto in piena regola già nel sabato spagnolo.

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