Trapianto di polmoni per Mette-Marit: i 12 giorni di attesa e le visite segrete del figlio Marius
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Redazione Esteri
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La principessa ereditaria di Norvegia, Mette-Marit, è stata sottoposta a un trapianto di polmoni lo scorso 17 giugno presso l'Ospedale universitario Rikshospitalet di Oslo, e l'intervento, come reso noto dalla Casa reale norvegese, è finora perfettamente riuscito. La notizia arriva a soli dodici giorni dall'inserimento della 52enne nella lista d'attesa per il trapianto, un lasso di tempo sorprendentemente breve che ha sollevato qualche interrogativo ma che, a un esame più attento del sistema norvegese, non costituisce affatto un'eccezione o un trattamento di favore.
Perché l'attesa è stata così breve
La rapidità con cui è stato trovato un organo compatibile per Mette-Marit, che dal 2018 convive con una rara e incurabile forma di fibrosi polmonare che negli ultimi mesi aveva reso necessario l'uso di un dispositivo per l'ossigenoterapia, è da ricondurre a una concomitanza di fattori oggettivi e a una buona dose di fortuna.
In Norvegia, l'assegnazione degli organi non segue un rigoroso ordine cronologico di iscrizione nella lista d'attesa, bensì una serie di parametri clinici prioritari come il gruppo sanguigno, l'altezza, la gravità della malattia e la compatibilità con il donatore; quando tutti questi elementi combaciano, come in questo caso, l'intervento può essere eseguito in tempi molto rapidi.
A ciò si aggiunge un dato strutturale importante: la lista d'attesa norvegese è attualmente estremamente corta, tanto che a fine 2025 risultavano in attesa solo quattro persone e, al momento dell'inserimento della principessa all'inizio di giugno, il numero era salito a otto, una cifra definita "molto bassa" da Are Martin Holm, pneumologo dell'ospedale universitario e medico curante di Mette-Marit.
Questo calo drastico è stato favorito, in particolare, dall'introduzione di un nuovo farmaco che ha ridotto la necessità di trapianto per i pazienti affetti da fibrosi cistica, anche se gli specialisti avvertono che si tratta con ogni probabilità di una flessione temporanea destinata a riportarsi sui livelli precedenti.
La degenza e le visite del figlio Marius
In queste ore particolarmente complesse per la famiglia reale norvegese, segnate da un lato dalla serenità per l'esito positivo dell'operazione e dall'altro dal peso di vicende giudiziarie, una nota positiva è giunta dalla possibilità concessa al figlio della principessa, Marius Borg Høiby, di farle visita in ospedale.
Il 29enne, condannato in primo grado lo scorso 15 giugno a quattro anni di reclusione per due episodi di stupro e altri reati, è stato scortato dalla polizia attraverso un ingresso secondario dell'ospedale per evitare fotografi e curiosi, potendo così vedere sua madre dopo l'intervento chirurgico.
Secondo quanto riportato dalla rivista norvegese Se og Hør, il giovane, che si trova nel carcere di massima sicurezza di Ila, avrebbe beneficiato di permessi straordinari per recarsi al Rikshospitalet, dove si sarebbe trattenuto in visita anche in più di un'occasione, sfruttando la vicinanza tra l'istituto penitenziario e l'ospedale, distanti circa diciotto minuti di auto.
Le parole dell'esperta reale
L'esperta di Casa reale Caroline Vagle ha definito l'incontro tra madre e figlio come "molto emozionante", sottolineando come la famiglia stia vivendo un momento di profonda contraddizione, sospesa tra la gioia per il buon esito del trapianto e il dolore per la situazione giudiziaria in cui si trova Marius.
Il principe ereditario Haakon, marito di Mette-Marit, ha annunciato che ridurrà i propri impegni istituzionali per rimanere accanto alla moglie durante il periodo di degenza, mentre i figli della coppia, Ingrid Alexandra e Sverre Magnus, sono stati chiamati a rappresentare la Corona in un appuntamento internazionale, segno che la monarchia sta cercando di mantenere gli impegni ufficiali senza trascurare le esigenze familiari.




