Como, l’affaticamento ferma Ramon: il centrale spagnolo salta il Pisa, in tribuna per scelta precauzionale di Fabregas

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Nel lunch match della trentesima giornata, quello che alle 12.30 vede opposti Como e Pisa al Sinigaglia, l’attenzione degli addetti ai lavori si concentra anche su ciò che non si vede in campo. Tra le novità di formazione decise da Cesc Fabregas, la più rilevante riguarda l’assenza di Jacobo Ramon, difensore spagnolo che non figura nemmeno tra i convocati a disposizione per questa sfida. Il tecnico dei lariani, di fronte alla necessità di gestire una rosa impegnata su più fronti nella corsa verso un piazzamento europeo, ha optato per una scelta di natura strettamente precauzionale. Ramon, infatti, è alle prese con un affaticamento muscolare e lo staff medico – insieme allo stesso Fabregas – ha valutato come più prudente evitare qualsiasi rischio, preferendo preservare il giocatore in vista dei prossimi impegni.

La decisione arriva dopo un periodo nel quale il centrale spagnolo era tornato a essere una presenza costante nello scacchiere difensivo. L’ultima volta che Ramon era rimasto fuori, l’11 gennaio, il motivo era stato un turno di squalifica; in quell’occasione, come in questa, la sua assenza aveva imposto un riassetto del reparto arretrato. Al suo posto, a comporre la coppia centrale insieme a Diego Carlos, Fabregas ha scelto Kempf, confermando una certa continuità di soluzioni alternative già sperimentate in passato. Il tecnico spagnolo, nel corso della sua gestione, ha più volte dimostrato di privilegiare la gestione delle risorse fisiche, soprattutto in un momento della stagione in cui ogni singolo punto ha un peso specifico elevato per il mantenimento della posizione in classifica.

Le due assenze nel Como: il caso Ramon e la panchina di Baturina

Non si tratta, tuttavia, di una sola defezione quella che Fabregas deve gestire per la partita contro il Pisa. Se la situazione di Ramon è legata a un problema fisico che lo costringe in tribuna, diversa – seppur altrettanto significativa – è la condizione di Martin Baturina. Il centrocampista croato, a differenza del compagno spagnolo, è comunque presente tra i giocatori a disposizione, sebbene parta dalla panchina. In questo caso, la scelta di non schierarlo titolare risponde a una valutazione di natura più tecnica, unita alla necessità di dosare le energie di un giocatore che ha avuto un recente trascorso di recupero da un infortunio. Lo stesso Fabregas, nel corso della trasmissione pre-partita, ha lasciato intendere come ci fossero più elementi in rosa con un carico di lavoro da monitorare, citando esplicitamente Baturina tra coloro che necessitavano di una gestione attenta.

Il Como scende in campo con un assetto che riflette queste valutazioni, con un 4-2-3-1 che vede Butez tra i pali e una linea difensiva composta da Van der Brempt, Kempf, Diego Carlos e Moreno. A centrocampo agiscono Perrone e Da Cunha, mentre il trio alle spalle dell’unica punta Douvikas è formato da Diao, Nico Paz e Jesus Rodriguez. Una scelta, quest’ultima, che premia Rodriguez a scapito di Baturina, confermando la profondità di una rosa che Fabregas sta utilizzando cercando di alternare turnover e continuità. Per quanto riguarda il reparto offensivo, l’assenza di Ramon non influisce direttamente sulla fase di costruzione dal basso, ma priva la retroguardia di un elemento che nelle ultime uscite aveva garantito equilibrio fisico e capacità di impostazione.

Pisa in campo con il 3-5-2: l’assetto di Hiljemark per la sfida del Sinigaglia

Dall’altra parte, il tecnico del Pisa Oscar Hiljemark propone un undici titolare costruito con il consueto modulo 3-5-2, studiato per contrastare la manovra lariana e cercare di sfruttare le fasce. La formazione nerazzurra, reduce da una vittoria fondamentale nella scorsa giornata contro il Cagliari che ha permesso di abbandonare l’ultimo posto in classifica, si affida a Nicolas in porta, con una difesa a tre composta da Caracciolo, Albiol e Canestrelli. Sulla mediana agiscono Leris, Hojholt, Akinsanmiro, Loyola e Angori, mentre il tandem offensivo è formato da Tramoni e Moreo. Una scelta, quella di Hiljemark, che punta a garantire solidità nella fase di possesso e allo stesso tempo rapidità nelle ripartenze, elementi considerati decisivi contro un Como che storicamente costruisce la propria trama offensiva a partire da un palleggio sviluppato prevalentemente nella trequarti avversaria.

Il contesto in cui si inserisce questa partita è quello di una corsa alla Champions League che vede il Como in una posizione di favore, forte del percorso del girone di ritorno. Solo l’Inter, infatti, ha saputo raccogliere più punti dei lombardi in questa seconda fase del campionato, con sette vittorie, quattro pareggi e una sola sconfitta nel proprio curriculum delle ultime dodici giornate. Un dato che, pur rappresentando un precedente significativo, non toglie pressione a una squadra chiamata a gestire l’assenza di un titolare come Ramon senza alterare l’equilibrio difensivo che finora ha garantito solidità.

La gestione delle risorse fisiche: il filo conduttore delle scelte di Fabregas

L’affaticamento muscolare accusato da Ramon rientra in un quadro di attenzione alla condizione atletica che Fabregas ha mantenuto costante nel corso della stagione. Il tecnico spagnolo, nel suo approccio alla gestione del gruppo, ha più volte mostrato di preferire l’esclusione preventiva di un giocatore non al meglio piuttosto che rischiare un aggravio che potrebbe compromettere le partite successive. Questo criterio, applicato in questo caso al centrale spagnolo, trova un parallelo nella scelta di tenere Baturina in panchina, pur in assenza di un problema fisico che ne impedisca l’utilizzo. La differenza sostanziale tra i due casi, quindi, non risiede tanto nella valutazione di fondo quanto nella situazione contingente: per Ramon si tratta di una protezione totale da un affaticamento, mentre per il croato si configura come una rotazione tattica che tiene conto del recente recupero.

La coppia difensiva formata da Kempf e Diego Carlos rappresenta dunque la soluzione adottata per tamponare l’emergenza. Entrambi i giocatori avevano già avuto modo di giocare insieme in precedenza, e la loro intesa in fase di copertura sarà messa alla prova dalla velocità degli attaccanti pisani, Moreo e Tramoni in particolare. Il Pisa, dal canto suo, cerca di approfittare di ogni minima disattenzione per costruire occasioni da gol, forte di una ritrovata fiducia dopo i tre punti conquistati nell’ultimo turno che hanno allentato la pressione della zona retrocessione.

In questo scenario, la scelta di Fabregas di lasciare Ramon in tribuna si configura come una mossa obbligata dettata da un’analisi ponderata dei rischi, in una fase della stagione in cui la condizione fisica della rosa diventa un fattore di successo tanto quanto la qualità del gioco espresso. L’assenza del difensore spagnolo, pur rappresentando una modifica importante nell’assetto abituale, non ha richiesto stravolgimenti tattici, grazie alla presenza di alternative affidabili già integrate nei meccanismi della squadra. Il resto, per il Como, passa ora dalla capacità di mantenere la stessa solidità mostrata nelle precedenti uscite, mentre per il Pisa si tratta di verificare se il momento positivo possa tradursi in un risultato pesante anche contro una delle formazioni più in forma del campionato.

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