Nico Paz in panchina col Lecce, Fabregas sceglie Caqueret e pensa alla Coppa Italia

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Redazione Sport Redazione Sport   -   L’esclusione di Nico Paz dall’undici titolare che sabato pomeriggio affronta il Lecce al Sinigaglia rappresenta la notizia principale alla vigilia dell’anticipo della ventisettesima giornata di Serie A, una scelta tecnica che Cesc Fabregas ha motivato con poche ma nette dichiarazioni ai microfoni dei diritti televisivi, spiegando come si tratti di una decisione ponderata e non legata né alla condizione fisica dell’argentino né alla gestione di un calendario che pure, nelle prossime ore, proporrà un impegno di capitale importanza per le ambizioni del club lariano.

Il trequartista, rientrato nel gruppo dopo aver scontato il turno di squalifica che lo aveva costretto a saltare la trasferta di Torino contro la Juventus – quella partita vinta dai lariani con una prestazione autoritaria – si ritrova così a osservare i compagni dal primo minuto, con il tecnico spagnolo che ha optato per un assetto che privilegia la presenza in cabina di regia di Maxence Caqueret, schierato come trequartista alle spalle della punta. "È solo una scelta, i tanti impegni non c'entrano", ha tenuto a precisare Fabregas, volendo probabilmente spegnere sul nascere qualsiasi polemica o ipotesi di un presunto malumore da parte del giocatore cresciuto nella cantera del Real Madrid, sottolineando anzi come il rapporto con lui sia assolutamente sereno e lineare.

Un mercato da grandi ambizioni e la gestione della rosa

La decisione di lasciare in panchina il talento numero dieci, va inquadrata in un contesto più ampio che riguarda la costruzione della rosa e gli obiettivi dichiarati della proprietà, quella famiglia Hartono che dall’estate a gennaio ha letteralmente rivoluzionato la squadra con un saldo negativo sul mercato di centodieci milioni di euro – una cifra che doppia quanto speso dalla Juventus nello stesso periodo – con l’obiettivo dichiarato, nemmeno troppo velato, di portare il calcio che conta sulle sponde del Lario e, chissà, ambire a traguardi che pochi avrebbero potuto immaginare quando la squadra militava tra i cadetti.

Di fronte, il Lecce di Eusebio Di Francesco rappresenta l’altra faccia della medaglia del calcio italiano, quella fatta di bilanci in attivo – nove milioni il saldo positivo dei salentini, con trenta milioni di entrate e ventuno di spese – e di una provincia che resiste, con un progetto sostenibile e privo di indebitamento, alla potenza di fuoco di una proprietà che, come dimostrano i numeri, potrebbe avere le risorse per competere ai massimi livelli anche in prospettiva futura. La classifica, peraltro, dice che il Como, forte dei quarantacinque punti conquistati finora, ha l’opportunità di scavalcare almeno momentaneamente i bianconeri portandosi al quinto posto, mentre i giallorossi, terzultimi con ventiquattro punti e con il peggior attacco del campionato (appena diciassette reti realizzate in ventisei gare), cercano punti pesanti per allontanarsi dalla zona calda.

L’inserimento di Caqueret e le scelte in mediana

L’uomo scelto per sostituire Paz sulla trequarti, come detto, è Caqueret, centrocampista francese dal piede educato e dalla capacità di inserirsi tra le linee, che andrà a comporre un reparto avanzato completato da Moutir Vojvoda e da Jesus Rodriguez ai lati, con Anastasios Douvikas punta centrale. A centrocampo, la coppia davanti alla difesa formata da Lucas Da Cunha e Máximo Perrone dovrà garantire equilibrio e filtro, mentre la retroguardia a quattro, con Jean Butez tra i pali e la coppia centrale formata da Marc Kempf e Jacobo Ramón, sarà chiamata a contenere le ripartenze di Lameck Banda e Walid Cheddira, quest’ultimo riferimento offensivo principale dei giallorossi insieme al solito Banda.

Fabregas, che da allenatore sta dimostrando una personalità non comune nel gestire un gruppo assemblato con ingenti investimenti, sembra voler mandare un messaggio chiaro: nessuno ha il posto garantito, al di là del nome e del talento cristallino che Paz indubbiamente possiede. La gestione delle risorse umane, in una squadra che ha cambiato volto radicalmente con gli acquisti di gennaio – basti pensare agli innesti di giocatori del calibro di Álex Valle o dell’ex Atalanta e Milan, e all’esplosione di alcuni elementi già in rosa – passa anche attraverso scelte forti come quella di lasciare fuori un giocatore che, fino a prova contraria, rappresenta il principale investimento tecnico della proprietà e il faro del gioco lariano.

I numeri del progetto e l’assenza di Baturina

Alla vigilia, Fabregas deve fare i conti anche con l’infortunio di Martin Baturina, il centrocampista croato infortunatosi nella sfida dello Stadium, un’assenza che si aggiunge a quella di Paz per quanto riguarda l’undici titolare, sebbene in questo caso si tratti di una scelta obbligata e non di una decisione tecnica. La profondità della rosa, evidentemente, consente al tecnico di assorbire queste defezioni senza stravolgere l’assetto, potendo attingere a un pool di giocatori di livello superiore rispetto alla media delle concorrenti per la salvezza, obiettivo dichiarato a inizio anno ma che oggi, visti i numeri e le prestazioni, appare decisamente riduttivo.

L’ingresso di Paz nella ripresa, qualora ce ne fosse bisogno, potrebbe comunque rivelarsi un’arma letale per scardinare la difesa leccese, con l’argentino che avrà probabilmente minori pressioni e più libertà di esprimere il suo estro contro avversari stanchi. Sarà interessante osservare come reagirà la squadra a questa assenza eccellente e se la scelta di Fabregas, che ha parlato di un semplice turnover legato alla testa che va già alla semifinale di andata di Coppa Italia contro l’Inter in programma martedì, si rivelerà vincente o se invece pagherà lo scotto di aver rinunciato al suo uomo più imprevedibile in una partita che, sulla carta, può nascondere più di un'insidia.

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