Vertice Usa sul terrorismo rosso, Roma ci sarà con un sottosegretario. Bufera politica tra le opposizioni

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Non figura in cima alle priorità dell'agenda politica del governo, eppure l'Italia a Washington ci sarà. La decisione, maturata nella tarda serata di sabato su impulso diretto della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, ha messo fine a giorni di riflessioni e distinguo che avevano tenuto il paese in bilico tra la tentazione di disertare l'invito e quella di schierare una delegazione di primo piano.

La soluzione individuata da Palazzo Chigi, che mira a tenere occupata la sedia italiana senza però esporre il governo a critiche sui massimi livelli, è quella di un sottosegretario, una scelta di compromesso che però non ha placato le reazioni delle opposizioni.

L'iniziativa, fortemente voluta dal segretario di Stato americano Marco Rubio e dall'amministrazione Trump, ruota attorno alla cosiddetta "rinascita del terrorismo transnazionale di estrema sinistra".

Un tema che, per il Dipartimento di Stato, rappresenterebbe una vecchia minaccia riemergente con legami internazionali, ma che molti osservatori e diverse cancellerie europee interpretano come una vera e propria crociata dell'amministrazione contro il movimento Antifa.

Il summit, la cui partecipazione è stata estesa a oltre 60 paesi - dalla maggior parte delle nazioni europee ai principali Stati latinoamericani, passando per India, Indonesia e Singapore - ha suscitato perplessità non solo per la vaghezza degli obiettivi dichiarati, ma anche per il timore che strumenti antiterrorismo possano essere utilizzati per reprimere il dissenso politico interno agli Stati Uniti.

La linea della prudenza: tra tensione con Trump e perplessità europee

La scelta di inviare un sottosegretario al posto di un ministro rappresenta un tentativo di navigare in acque diplomatiche agitate, segnate da recenti tensioni tra la premier Meloni e il presidente Trump. Una presenza politica a bassa intensità, insomma, per evitare che l'eventuale assenza italiana venisse letta come un nuovo strappo, ma senza alzare troppo il profilo di un'adesione che in Europa è stata accolta con freddezza.

Fonti dell'esecutivo hanno spiegato che l'Italia parteciperà "per prendere nota" di quanto emergerà dall'incontro, ma il messaggio politico è chiaro: il governo ha scelto di non restare a guardare. A confermare la delicatezza del dossier, un diplomatico europeo ha confidato al Washington Post di non comprendere le ragioni dell'invito, sottolineando che "non abbiamo Antifa" e che la sinistra radicale non è considerata una minaccia prioritaria dalle proprie forze dell'ordine.

La bufera politica in Italia: "Missione indecorosa" e accuse di subalternità

La conferma della partecipazione italiana ha immediatamente innescato una dura reazione da parte delle forze di opposizione, che hanno parlato di una scelta grave e subalterna alla logica autoritaria di Trump.

Enzo Amendola, deputato del Partito Democratico, ha definito l'invio del sottosegretario come una "nuova indecorosa missione fuori porta per raccogliere altri gadget elettorali made by Maga", mentre per Angelo Bonelli, di Alleanza Verdi e Sinistra, l'Italia ha scelto di legittimare una guerra dichiarata contro il dissenso, partecipando a "nuove cacce alle streghe ideologiche" che trasformano il dissenso sociale e l'antifascismo in un problema di ordine pubblico.

Il Movimento 5 Stelle, attraverso la senatrice Alessandra Maiorino, ha espresso "inquietudine" per una decisione che confermerebbe l'affinità ideologica tra Meloni e Trump, un "disperato tentativo di rientrare nelle grazie del presidente americano anche a costo di sposare il modello fascistoide trumpiano". Durissimo anche il giudizio di Riccardo Magi di Più Europa, che ha invitato il governo a dire con chiarezza a Rubio che oggi non esiste un pericolo rosso transnazionale.

Il dibattito non si limita alle dichiarazioni, ma si è già trasferito in Parlamento. Alleanza Verdi e Sinistra ha presentato un'interrogazione a prima firma Nicola Fratoianni per chiedere alla presidente del Consiglio e al ministro degli Esteri Antonio Tajani di chiarire le ragioni dell'adesione e gli obiettivi che l'Italia intende perseguire.

L'interrogazione chiede inoltre di sapere se, come riportato da alcune indiscrezioni, a giugno gli Stati Uniti abbiano inoltrato richieste di informazioni su gruppi e associazioni della sinistra italiana, un'ipotesi su cui Palazzo Chigi non ha ancora fornito riscontri ufficiali.

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