Nuova bufera su Hegseth, segretario alla Difesa Usa: "Piani militari condivisi con familiari"
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Redazione Esteri
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Pete Hegseth, già al centro di polemiche per la sua gestione del Pentagono, è finito nuovamente sotto i riflettori dopo che il New York Times ha rivelato come abbia condiviso dettagli riservati sull’attacco aereo contro le basi houthi in Yemen, avvenuto lo scorso 15 marzo, in una chat privata alla quale avevano accesso tredici persone, tra cui la moglie Jennifer – ex produttrice di Fox News – e il fratello Phil, consulente per la sicurezza nazionale. Sebbene non sia ancora chiaro se i documenti fossero classificati come top secret, la diffusione di informazioni strategiche, compresi gli orari delle operazioni, ha riacceso il dibattito sulla riservatezza nell’amministrazione Trump.
Non si tratta del primo caso in cui Hegseth finisce nel mirino per aver gestito con leggerezza dati sensibili. Poche settimane fa, un’altra chat su Signal – quella del cosiddetto chat gate – aveva incluso per errore un giornalista, rivelando conversazioni riservate. Ora emerge che esisteva un secondo gruppo, sempre sull’app di messaggistica crittografata, dove il segretario alla Difesa avrebbe discusso piani operativi con i familiari e il suo avvocato personale. Fonti anonime citate da Npr suggeriscono che la Casa Bianca starebbe valutando un possibile sostituto, ma per ora Trump continua a difenderlo, nonostante lo scandalo rischi di minarne ulteriormente la credibilità.
Intanto, un’altra fuga di notizie scuote l’esecutivo americano: secondo il Washington Post, alcuni funzionari avrebbero distribuito – senza autorizzazione – planimetrie della residenza presidenziale a migliaia di dipendenti federali. Un episodio che, sebbene distinto dalla vicenda Hegseth, alimenta le critiche sulla gestione della sicurezza da parte dell’amministrazione, già travolta da precedenti accuse di negligenza.




