Hegseth nella bufera per la seconda chat segreta al Pentagono, mentre riemergono falle nella sicurezza Usa
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Redazione Esteri
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Il segretario alla Difesa americano, Pete Hegseth, è nuovamente sotto accusa per aver utilizzato chat non autorizzate per discutere informazioni riservate. Dopo il primo scandalo, emerso alcune settimane fa, un’inchiesta del New York Times rivela che Hegseth avrebbe partecipato a un secondo gruppo su Signal – applicazione crittografata – insieme a familiari e stretti collaboratori, scambiandosi dettagli su operazioni militari sensibili, tra cui gli attacchi nello Yemen. Sebbene il capo del Pentagono abbia negato con fermezza di aver condiviso «piani di guerra», fonti della Casa Bianca hanno lasciato trapelare che la ricerca di un suo sostituto sarebbe già iniziata. Un’ipotesi prontamente smentita dalla portavoce Karoline Leavitt, in un balletto di dichiarazioni che riflette la tensione crescente attorno alla sua posizione.
La vicenda assume contorni più gravi alla luce dei nuovi particolari emersi. Pochi minuti prima di un raid aereo contro i ribelli Houthi nello Yemen, il generale Michael Erik Kurilla – comandante del Centcom – avrebbe inviato a Hegseth, tramite canali ufficiali, i dettagli dell’operazione. Eppure, il segretario alla Difesa avrebbe inoltrato quei dati ad almeno due chat su Signal, esponendoli a rischi di sicurezza. Un comportamento che, se confermato, violerebbe i protocolli di intelligence, i quali escludono l’uso di piattaforme private per comunicazioni riservate.
Intanto, un altro episodio riaccende i riflettori sulla vulnerabilità del sistema federale. Documenti sensibili – tra cui planimetrie della Casa Bianca, dati finanziari dell’era Trump e progetti del Visitor Center – sono rimasti accessibili per oltre tre anni a migliaia di dipendenti della General Services Administration (Gsa), l’agenzia che gestisce gli immobili governativi. La falla, che riguarda entrambe le amministrazioni, dimostra come la gestione delle informazioni critiche sia ancora lacunosa, nonostante i ripetuti allarmi.




