Trump difende Hegseth nonostante le nuove rivelazioni sulle chat riservate

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Donald Trump non sembra intenzionato a ritirare il suo appoggio a Pete Hegseth, segretario alla Difesa degli Stati Uniti, nonostante le accuse sempre più gravi di aver condiviso informazioni riservate su operazioni militari in chat private. La portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, intervenuta in un’intervista a Fox, ha ribadito il "forte sostegno" dell’ex presidente, sottolineando come la fiducia nei confronti del capo del Pentagono rimanga intatta.

Le ultime rivelazioni, riportate dal New York Times, aggiungono un nuovo tassello alla vicenda: Hegseth avrebbe diffuso dettagli su un attacco contro gli Houthi in Yemen non solo in una chat di Signal – già al centro dello scandalo dopo che vi era stato incluso, forse erroneamente, un giornalista di The Atlantic – ma anche in un secondo gruppo riservato, dove figuravano sua moglie e suo fratello. Sebbene non vi siano prove che i familiari abbiano ulteriormente divulgato le informazioni, la mossa solleva interrogativi sulle procedure di sicurezza adottate da uno dei vertici del Dipartimento della Difesa.

Hegseth, dal canto suo, ha respinto con veemenza le critiche, accusando i media di fare "un uso strumentale" di ex dipendenti "scontenti" per "rovinare la reputazione delle persone". Tuttavia, le fonti che hanno portato alla luce le chat sembrano essere ben documentate, e il fatto che i dettagli operativi siano circolati al di fuori dei canali ufficiali rappresenta un precedente preoccupante, soprattutto in un momento di crescente tensione internazionale.

Non è la prima volta che il segretario alla Difesa finisce sotto accusa per aver gestito con leggerezza informazioni sensibili. Già nelle scorse settimane era emerso che, sempre attraverso Signal, aveva anticipato a un reporter i piani dell’imminente attacco in Yemen, suscitando proteste bipartisan. Eppure, Trump – che nel 2016 aveva fatto della riservatezza uno dei cavalli di battaglia della sua campagna – continua a considerarlo un alleato inattaccabile.

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