Byd Atto 2 DM-i, il Suv compatto che punta sull'ibrido plug-in

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Redazione Economia Redazione Economia   -   La Byd Atto 2, che fino a oggi abbiamo conosciuto nella sua versione esclusivamente elettrica, si presenta al pubblico europeo con una nuova veste, quella ibrida plug-in denominata DM-i, la quale, sfruttando la tecnologia Super Hybrid a Dual Mode, mira a rispondere in maniera più diretta alle esigenze di un mercato, come quello continentale, ancora legato alla flessibilità del motore termico. L'azienda cinese, che ha recentemente consolidato la sua presenza in Italia con il lancio di altri modelli, compie dunque un passo strategico, ampliando l'offerta di uno dei suoi veicoli più rappresentativi per affrontare la concorrenza con un'arma in più, ovvero un'autonomia combinata che si avvicina, secondo le dichiarazioni, ai mille chilometri. Una mossa, questa, che riflette la volontà di catturare una fetta di acquirenti ancora scettici verso la transizione completa all'elettrico, garantendo al contempo i vantaggi della guida a zero emissioni per gli spostamenti quotidiani.

Tecnologia e design

Il cuore pulsante di questa vettura risiede nella sua architettura ibrida plug-in, la quale, fondendo la spinta di un motore elettrico con quella di un propulsore a combustione, permette di viaggiare per circa novanta chilometri utilizzando la sola energia immagazzinata nella batteria, un dato che, se considerato alla luce delle statistiche sugli spostamenti urbani, coprirebbe la gran parte degli utilizzi senza consumare una goccia di benzina. Esteticamente, l'Atto 2 DM-i si distingue dal fratello puramente elettrico per alcuni elementi caratterizzanti, a cominciare da una calandra frontale più generosa, che rompe la linearità del design, per proseguire con una fiancata impreziosita dal tetto flottante e con una coda dove trovano spazio uno spoiler e dei fanalieri connessi da una luce a barra. Chi la sceglie, inoltre, può optare per la livrea Midnight Blue, riservata ai modelli della gamma Super Hybrid.

Una strategia per l'Europa

L'introduzione di questo modello non è un'operazione isolata, bensì si inserisce in un piano di espansione più articolato, come ha sottolineato l'esecutivo del costruttore asiatico, definendo l'Europa un "mercato strategico particolarmente importante". L'arrivo del Suv compatto ibrido, che segue il lancio di altre vetture nel continente e in particolare nel nostro paese, rappresenta un tassello fondamentale per consolidare una presenza che punta a fare breccia tra i clienti offrendo diverse tecnologie. La filosofia è chiara: proporre un'alternativa che unisca l'efficienza e la silenziosità della trazione elettrica, apprezzabili in città, alla sicurezza e alla libertà di percorrenza garantite dal motore termico, ideali per i viaggi più lunghi, senza le ansie legate alla ricarica.

Prospettive e posizionamento

Con dimensioni contenute – è lungo 4.330 millimetri, largo 1.830 e alto 1.675 – e un'autonomia totale che si attesta, secondo i dati forniti, tra i 930 e i mille chilometri, l'Atto 2 DM-i si propone come una soluzione praticabile per un ampio ventaglio di utenti. La sua capacità di operare in modalità esclusivamente elettrica per la maggior parte degli usi urbani, abbattendo i costi di esercizio e le emissioni locali, unita alla possibilità di affrontare tragitti extraurbani e autostradali sfruttando il sistema ibrido, la colloca in una posizione di forte interesse in un segmento, quello dei Suv compatti, notoriamente affollato e competitivo. La fluidità di marcia, tipica di un'auto a batteria, rimane una delle sue caratteristiche salienti, promettendo un'esperienza di guida raffinata e confortevole.

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