Matteo Fabbri, il sogno spezzato del calciatore 22enne: l’auto nel canale a Canaro
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Redazione Interno
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Non ci sono segni di una frenata disperata. Sull'argine di via Oberdan, a Canaro, nel Rodigino, i rilievi hanno evidenziato lunghe tracce parallele lasciate dalle ruote della vettura di Matteo Fabbri: linee perfettamente dritte, quelle di un'auto che, nella notte, ha proseguito la sua corsa senza trovare un guardrail a fermarla. Poi il volo, il ribaltamento e l'improvviso inabissarsi nelle acque scure e spesso letali del canale Poazzo, un corso d'acqua antico che attraversa il paese.
Il giovane di 22 anni, residente a Riva del Po, in provincia di Ferrara, è morto in quella che si configura come una delle tante, ennesime tragedie della strada che insanguinano il Polesine.
La dinamica dell'incidente e i soccorsi
L'incidente è avvenuto nella nottata tra sabato 4 e domenica 5 luglio, intorno alle 3 del mattino. Secondo le prime ricostruzioni effettuate dai carabinieri della Compagnia di Castelmassa, la vettura del ragazzo sarebbe uscita autonomamente dalla carreggiata per finire la sua corsa nel canale, dove si è ribaltata e completamente sommersa. I vigili del fuoco del comando di Rovigo sono intervenuti prontamente, e sul posto sono giunti anche i sanitari del Suem 118. Tuttavia, per il giovane conducente non c'era già più nulla da fare.
Le operazioni di recupero del veicolo si sono rivelate complesse: una volta utilizzata l'autogru per riportare a galla l'auto, all'interno dell'abitacolo è stato rinvenuto il corpo senza vita del ventiduenne. Per escludere che ci fossero altre persone coinvolte, è stato fatto intervenire il Nucleo sommozzatori dei vigili del fuoco di Vicenza, che ha effettuato un'accurata perlustrazione dell'intero tratto di canale interessato dal sinistro. I soccorsi e il recupero del mezzo si sono protratti per circa quattro ore, fino alle prime luci dell'alba.
La passione per il calcio e il ritorno in campo
Matteo Fabbri, che aveva compiuto 22 anni lo scorso 23 giugno, lascia un vuoto immenso tra le due province. Figlio di Marco e Anna, il ragazzo era molto conosciuto non solo nel suo paese di residenza ma anche a Polesella, dove aveva legami e amicizie profonde. Il suo principale sogno, ereditato dal padre, era il calcio. Matteo aveva giocato nelle giovanili di diverse società, tra cui Polesella, Copparo e Lendinara, ed era considerato un calciatore di qualità, una mezzala mancina dal buon piede.
Dopo un periodo di stop, negli ultimi anni aveva provato a ritagliarsi uno spazio in prima squadra: nel 2022 si era tesserato per il Guarda, mentre la stagione successiva aveva fatto parte della rosa della Giovane Italia Polesella che conquistò la promozione dalla Terza alla Seconda categoria. Nell'ultimo campionato aveva iniziato al Canalbianco, per poi fare ritorno a Polesella, anche se con poche presenze. "Ma aveva voglia di tornare a giocare in modo continuativo", ha ricordato Luca Albieri, ex calciatore professionista originario di Ro.
"Lo avevo visto di recente e mi aveva chiesto di andarlo a vedere nel torneo disputato a Formignana. Era un bravo ragazzo e ottimo giocatore".
Il ricordo della società e il lavoro trovato da poco
Il direttore generale della Giovane Italia Polesella, Nicola Girotti, lo ricorda come ormai "uno di famiglia". "Non ci volevamo credere, ma poi è arrivata la notizia che ci ha gelato", ha dichiarato. "Di recente ci aveva chiesto se poteva rimanere un'altra stagione, anche solo per giocare nel campo di calcio a 5 del nostro impianto. Non era un ragazzo espansivo, in campo subiva la pressione dei compagni più vecchi, ma nella vita di tutti i giorni era bravissimo e rispettoso".
Da alcuni mesi, Matteo aveva trovato una sistemazione lavorativa stabile: era impiegato in un'azienda che opera in appalto per la Berco, la stessa fabbrica di Copparo dove lavora da anni il padre. Il ragazzo, che lascia il fratello minore Alessandro, aveva espresso il desiderio di riprendere con più continuità l'attività agonistica, forte di questa nuova stabilità. Il mondo del calcio e l'intera comunità di Riva del Po, con il sindaco Daniela Simoni che ha espresso il cordoglio a nome di tutta la città, piangono ora un giovane dalla "grande umanità".




