Bafta 2026, il trionfo di “Una battaglia dopo l’altra” con DiCaprio apre la corsa agli Oscar

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   La 79esima edizione dei Bafta, svoltasi alla Royal Festival Hall di Londra, ha incoronato Una battaglia dopo l’altra come dominatore assoluto della serata. Il film di Paul Thomas Anderson, una pellicola che mescola thriller e azione con al centro l’interpretazione di Leonardo DiCaprio, si è aggiudicato sei statuette, tra cui quelle più prestigiose per il miglior film e la migliore regia. Un risultato, questo, che proietta la pellicola con slancio verso gli Academy Awards di Hollywood, in programma nella notte tra il 15 e il 16 marzo, consolidando il ruolo dei riconoscimenti britannici come termometro affidabile delle tendenze cinematografiche internazionali -3.

Oltre ai premi principali, il lavoro di Anderson è stato premiato per la sceneggiatura non originale, la fotografia e il montaggio, a dimostrazione di una compattezza produttiva che ha convinto i giurati della Bafta. Tra i premiati spicca il nome di Sean Penn, che ha ottenuto la statuetta come migliore attore non protagonista per il suo ruolo nel film, un riconoscimento arrivato nonostante l’assenza dell'attore alla cerimonia londinese -4. La serata, condotta per la prima volta da Alan Cumming, ha visto inoltre la partecipazione dei principi William e Kate Middleton, il cui ritorno sul red carpet dell'evento non è passato inosservato, segnando una presenza che mancava dal 2023 e aggiungendo un tocco di ufficialità britannica alla kermesse.

Le sorprese nei premi agli attori e il trionfo di Hamnet

Se il film di Paul Thomas Anderson ha fatto incetta di premi, il settore interpretativo ha regalato alcune sorprese di rilievo. Il premio come migliore attore protagonista è andato a Robert Aramayo per I Swear, una pellicola che gli ha permesso di superare concorrenti del calibro dello stesso DiCaprio e di Timothée Chalamet. Aramayo, visibilmente emozionato, ha visto riconosciuta la sua prova in un film che si è aggiudicato anche il premio per il miglior casting, confermandosi come una delle realtà più interessanti della stagione -7.

Nella categoria dedicata alle attrici, Jessie Buckley ha conquistato la statuetta per Hamnet, pellicola che è stata insignita anche del Titolo di miglior film britannico. Un'affermazione, quella di Buckley, che conferma il momento d'oro per le produzioni a tema storico-drammatico. Per quanto riguarda le attrici non protagoniste, il premio è andato a Wunmi Mosaku per la sua interpretazione in Sinners, film che ha collezionato tre riconoscimenti complessivi, aggiudicandosi anche le categorie della sceneggiatura originale e della migliore colonna sonora originale -5.

Il dominio tecnico di Frankenstein e il verdetto sulle pellicole internazionali

Parallelamente ai premi principali, il comparto tecnico ha visto il trionfo di Frankenstein, pellicola che ha portato a casa tre riconoscimenti grazie alle vittorie per i migliori costumi, il miglior trucco e parrucco e la migliore scenografia. Un dato, questo, che sottolinea la cura artigianale e la ricercatezza visiva di una produzione capace di imporsi in categorie altamente competitive. Sul fronte degli effetti speciali, a prevalere è stato il colosso Avatar: Fire and Ash, mentre il premio per il miglior sonoro è andato a F1 -8.

La categoria dedicata al miglior film non in lingua inglese ha visto l'affermazione di Sentimental Value, pellicola norvegese che ha avuto la meglio su concorrenti agguerrite. Un verdetto che, come spesso accade in occasione dei Bafta, contribuisce a delineare il panorama delle opere in corsa per l'Oscar straniero, offrendo spunti di riflessione in vista delle scelte dell'Academy di Hollywood. La serata londinese, con il suo dispiegamento di star e i suoi verdetti netti, ha dunque tracciato una strada chiara verso gli imminenti Oscar, ponendo Una battaglia dopo l'altra e Paul Thomas Anderson in una posizione di forza non indifferente.

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