La famiglia nel bosco e l’incontro a Montecitorio: Catherine Birmingham parla di «crudeltà mai vista» sui figli
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Interno
-
Catherine Birmingham, che con il compagno Nathan Trevaillon ha trascorso mesi tra i riflettori e le aule giudiziarie, è entrata nel tardo pomeriggio di oggi alla Camera dei deputati, precisamente alle 17,44, nella sala stampa di Montecitorio. L’occasione – un evento voluto dalla presidente della Commissione infanzia, Michela Vittoria Brambilla, col titolo «Voglio tornare a casa. Il calvario della famiglia nel bosco» – ha rappresentato l’epilogo di un ampio percorso iniziato il 25 marzo scorso, quando la coppia aveva già incontrato il presidente del Senato, Ignazio La Russa, per consegnare le bozze di un libro scritto da Catherine con l’aiuto di una ghost writer, un’opera destinata a diventare un film. Lei è arrivata molto commossa, così come Nathan, affiancati dal loro legale Marco Femminella, e subito ha voluto raccontare, senza filtro, lo stato d’animo che la divora.
«Una sofferenza che non posso lenire»: le parole della madre
«Siamo affranti – ha dichiarato Catherine – perché sappiamo che i nostri bambini soffrono e non possiamo riportarli a casa, dove sono amati». La donna, che ha costruito la propria esistenza sull’aiuto agli altri, ha descritto con precisione dolorosa ciò che ha visto durante le visite nella casa rifugio: Nathan che piange e si lamenta nel sonno, un pianto che lei sente dentro di sé come una ferita aperta. «È stata la cosa più crudele che ho visto fatta a dei bambini in tutta la mia vita», ha aggiunto, sottolineando il senso di impotenza che la attanaglia. «Da donna che ha speso tutta la vita per gli altri – ha proseguito – mi sento impotente ed è terribile». Nathan, dal canto suo, ha letto un messaggio in inglese, nel quale ha espresso l’amore per la propria famiglia e il dolore di questi mesi, senza aggiungere dettagli ulteriori sul contenuto del testo.
La «violenza di Stato» secondo la presidente Brambilla
Michela Vittoria Brambilla, che ha convocato la conferenza stampa proprio per dare voce alla coppia, non ha usato mezzi termini nel definire la situazione: «La famiglia Trevaillon sta vivendo una violenza di Stato, un calvario segnato da una crudeltà inaudita». La presidente della Commissione infanzia ha reso noto di aver presentato un disegno di legge per cambiare il sistema attuale: nel testo si introduce il parere obbligatorio di una commissione di esperti, chiamata ad affiancare la relazione degli assistenti sociali su cui poi il giudice basa le decisioni in materia di allontanamento dei minori dai genitori. Nessuna concessione a toni neutrali, nessuna mediazione lessicale: «crudeltà», «calvario», «violenza» sono le parole che hanno scandito l’incontro.
Il libro, il film e l’assenza di soluzioni immediate
Le bozze consegnate a La Russa a fine marzo – quelle stesse che diventeranno un film – rappresentano per la coppia un tentativo di raccontare la propria versione, ma oggi, in sala stampa, non c’è stato spazio per anteprime letterarie. Catherine ha preferito concentrarsi sul presente: i figli lontani, le lacrime notturne di Nathan, l’impotenza che si scontra con una vita spesa ad aiutare il prossimo. Non ha citato nomi di giudici né assistenti sociali, né ha fornito date precise dei provvedimenti di allontanamento. Si è limitata a descrivere ciò che vede e ascolta, come quando ha detto: «Ho visto la loro sofferenza nella casa rifugio». E quella sofferenza, per lei, non ha precedenti.




