lucio corsi, tra toy story e verdone: il cantautore che ha conquistato sanremo

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Seduto sul suo stivale, mentre suonava il pianoforte durante la serata finale del Festival di Sanremo, Lucio Corsi ha lasciato un dettaglio che non è passato inosservato: sotto la suola, la scritta «Andy». Un omaggio a Toy Story, il celebre film d’animazione della Pixar, che rimanda al bambino proprietario dello sceriffo Woody. Un gesto che, nella sua apparente semplicità, racchiude molto dello spirito di Corsi: un artista capace di mescolare pop culture e poesia, ironia e profondità, senza mai perdere quella genuinità che lo ha reso una delle rivelazioni più apprezzate dell’edizione 2025.

Arrivato secondo con il brano Volevo essere un duro, Corsi ha conquistato non solo il pubblico ma anche la critica, aggiudicandosi il Premio «Mia Martini». Un risultato che, per molti, rappresenta una vittoria morale. Carlo Verdone, che già un anno fa lo aveva immaginato trionfatore a Sanremo nella terza stagione di Vita da Carlo, non ha esitato a definirlo «la vera novità del festival». «Partito come uno sconosciuto al grande pubblico – ha spiegato l’attore all’Adnkronos – è riuscito a conquistare chi lo ha ascoltato grazie ai suoi testi pieni di poesia, ironia e fantasia». Verdone, che nel suo sceneggiato aveva addirittura tagliato una scena in cui Corsi vinceva il festival, lo descrive come un artista «umile e modesto, ma non arrendevole», capace di vivere «di stupore e ironia».

Ma il successo di Corsi non è nato dal nulla. Già nel 2017, al Mei-Millennials di Faenza, era stato premiato come miglior artista emergente dell’anno, e nel 2023 aveva ottenuto il riconoscimento di miglior artista indipendente, esibendosi in un concerto memorabile in Piazza del Popolo. A Sanremo, lo staff del Meeting delle Etichette Indipendenti – composto da Gabriele Lobascio, Fabio Gallo e Marco Mori – gli ha conferito il titolo di Miglior Artista Indipendente del Festival 2025, riconoscendo in Volevo essere un duro un inno cantautorale capace di parlare alle nuove generazioni.

Corsi, che oltre a comporre e suonare si dedica alla creazione dei propri abiti – cuciti a mano – e suona chitarre del liutaio «Wandrè», rappresenta una figura atipica nel panorama musicale italiano. La sua musica, che affonda le radici nella tradizione cantautorale ma si apre a influenze contemporanee, è arricchita da testi che raccontano storie quotidiane con uno sguardo poetico e disincantato. Un approccio che, unito alla sua personalità schiva e autentica, lo ha reso un punto di riferimento per chi cerca qualcosa di diverso dalla produzione mainstream

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