Decreto Sport è legge: via libera definitivo del Senato, ok alla sicurezza nelle piscine e al calcio femminile
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Redazione Interno
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L’Aula di Palazzo Madama ha dato il via libera definitivo, con la consueta procedura per alzata di mano, al decreto-legge che racchiude le disposizioni urgenti in materia di sport, di grandi eventi e di sicurezza; il provvedimento, atteso da settimane negli ambienti federali e tra gli addetti ai lavori, diventa dunque ufficialmente legge dopo l’approvazione in seconda lettura, sancendo un percorso parlamentare che ha visto la Camera dei deputati introdurre alcune modifiche sostanziali poi recepite senza ulteriori stravolgimenti dal Senato.
Tra i punti più delicati e dibattuti, spiccano le norme sulla sicurezza degli impianti natatori – un capitolo aperto dalle tragiche cronache degli ultimi mesi – e il sostegno strutturale al calcio femminile professionistico, una misura che punta a consolidare un settore in forte crescita ma ancora bisognoso di tutele e risorse certe.
Il testo definitivo, che raccoglie un ampio spettro di interventi, è stato salutato dal ministro per lo Sport e i giovani, Andrea Abodi, il quale ha sottolineato come lo sport debba essere considerato a tutti gli effetti un patrimonio nazionale sul quale investire con continuità e lungimiranza, superando la logica dell’emergenza per abbracciare una pianificazione strategica di medio periodo.
La stretta sulla sicurezza delle piscine dopo i dati dell’Iss
Uno dei capitoli più rilevanti del Decreto Sport, e che ha catalizzato l’attenzione dell’opinione pubblica e delle commissioni parlamentari, riguarda gli obblighi di messa in sicurezza dei sistemi di aspirazione delle piscine, un tema purtroppo reso drammaticamente attuale dai numeri diffusi dall’Istituto Superiore di Sanità: tra il 2024 e il 2025 si sono registrati trentasette decessi in ambito natatorio, e oltre la metà di queste vittime, vale a dire bambini al di sotto dei quattordici anni, sono state coinvolte in incidenti spesso legati a fenomeni di intrappolamento dovuti a grate e
Bocchettoni non conformi agli standard di sicurezza.
Di fronte a questo scenario, la Camera ha approvato all’unanimità un emendamento al decreto, con duecentoquarantaquattro voti favorevoli e nessuna astensione, che introduce nuovi e più stringenti obblighi per i gestori degli impianti, siano essi pubblici, privati o condominiali, imponendo interventi tecnici mirati a eliminare i rischi di aspirazione per i bagnanti; il provvedimento prevede anche un fondo di 4,7 milioni di euro destinato proprio all’adeguamento delle vasche esistenti, con l’obiettivo di incentivare la sostituzione delle vecchie griglie e dei sistemi di circolazione dell’acqua
Che rappresentano, secondo gli esperti, una delle principali criticità per la sicurezza soprattutto nelle piscine termali e in quelle degli stabilimenti balneari.
I dubbi dei docenti della Sapienza: «Non bastano i soli fondi»
Pur accogliendo con favore l’attenzione del legislatore verso un tema finora relegato ai margini del dibattito pubblico, non sono mancate voci critiche provenienti dal mondo accademico e scientifico, in particolare da un gruppo di quattro docenti della Sapienza di Roma che hanno analizzato nel dettaglio la portata dell’emendamento e le sue effettive ricadute operative; secondo questi studiosi, la dotazione finanziaria di 4,7 milioni, per quanto rappresenti un primo segnale concreto, rischia di rivelarsi insufficiente se non accompagnata da una chiara progettualità tecnica, da linee guida
Aggiornate e da un sistema di controlli periodici che vada oltre la semplice installazione di dispositivi antintrappolamento.
I docenti romani, che da anni si occupano di ingegneria idraulica e di sicurezza negli impianti sportivi, hanno evidenziato come il rischio maggiore non risieda tanto nella mancanza di denaro, quanto nell’assenza di un quadro normativo di dettaglio che indirizzi i gestori verso scelte progettuali omogenee e validate scientificamente, evitando che i fondi vengano dispersi in interventi episodici o, peggio, inefficaci di fronte a situazioni idrauliche complesse come quelle che si registrano nelle vasche termali, caratterizzate da temperature elevate e da un utilizzo intensivo che sollecita
Continuamente i materiali e i sistemi di aspirazione. La loro analisi, suffragata da dati e simulazioni tecniche, sottolinea che per garantire una riduzione sostanziale del numero di incidenti occorrerebbe affiancare al piano di adeguamento obbligatorio anche un sistema di certificazioni periodiche, affidato a enti terzi, e una campagna di informazione capillare rivolta ai gestori e agli stessi utenti, al fine di creare una cultura della sicurezza che non si esaurisca con l’adempimento burocratico.
Il sostegno al calcio femminile e le altre misure del decreto
Accanto alla partita della sicurezza, il Decreto Sport varato in via definitiva dal Senato contiene un altro pilastro destinato a incidere profondamente sull’assetto del movimento sportivo italiano, ovvero le disposizioni per il calcio femminile professionistico, un settore che negli ultimi anni ha conosciuto una crescita esponenziale in termini di praticanti, di visibilità mediatica e di risultati internazionali, ma che sconta ancora un divario strutturale con il calcio maschile per quanto concerne gli investimenti, i contratti delle atlete e la dotazione infrastrutturale.
La legge, nelle sue parti più innovative, prevede un meccanismo di sostegno economico mirato a favorire la stabilizzazione dei contratti delle calciatrici, a incentivare i club a investire nei settori giovanili femminili e a garantire condizioni di lavoro dignitose e paritarie, in linea con gli standard europei e con le raccomandazioni della Federazione Italiana Giuoco Calcio; si tratta di un intervento che non si limita a un contributo una tantum, ma che disegna un percorso di accompagnamento pluriennale, con risorse aggiuntive legate al raggiungimento di determinati obiettivi di crescita
Sportiva e organizzativa, nella consapevolezza che il professionismo femminile rappresenti ormai una realtà consolidata e non più una nicchia da sostenere con provvedimenti episodici.
Il decreto, inoltre, raccoglie al suo interno disposizioni relative ai grandi eventi sportivi, semplificando le procedure per l’organizzazione di manifestazioni internazionali e potenziando gli strumenti di sicurezza durante le competizioni, e introduce anche norme sull’efficacia del documento di identità, un aspetto che riguarda la logistica e la gestione degli accessi agli impianti, sebbene meno discusso rispetto ai temi più caldi della sicurezza in acqua e del sostegno al calcio femminile.
Un provvedimento atteso ma che lascia aperti alcuni interrogativi
Con il via libera definitivo del Senato, il decreto diventa operativo a tutti gli effetti e i gestori di piscine, i club sportivi e le federazioni dovranno adeguarsi entro i termini previsti dalla legge, ma resta sullo sfondo il monito lanciato dai tecnici e dagli studiosi: la sicurezza non si decreta, si progetta, e i 4,7 milioni stanziati per gli impianti natatori, per quanto rappresentino un passo avanti, andranno spesi con criteri rigorosi e sotto la supervisione di esperti per evitare che le risorse vengano disperse in interventi estemporanei.
Le associazioni di categoria e i sindacati di settore, pur esprimendo un giudizio complessivamente positivo sul provvedimento, hanno chiesto al governo di attivarsi rapidamente per definire i decreti attuativi e le circolari interpretative necessarie a rendere operativi i nuovi obblighi, soprattutto per quanto riguarda le piscine condominiali, che rappresentano un capitolo a sé stante per la frammentazione delle proprietà e la difficoltà di coordinare interventi straordinari tra più comproprietari.
Il ministro Abodi, nel commentare l’approvazione definitiva, ha ribadito la volontà dell’esecutivo di proseguire sulla strada tracciata, considerando lo sport non soltanto un veicolo di valori sociali e educativi, ma anche un settore economico e occupazionale che merita un quadro normativo stabile e lungimirante, capace di attrarre investimenti e di garantire la tutela della salute di milioni di cittadini che ogni anno frequentano gli impianti sportivi, dalle piscine ai campi di calcio, passando per le palestre e gli stadi.
Il testo di legge, ora pubblicato in Gazzetta Ufficiale, entrerà in vigore nei prossimi giorni, e aprirà una fase di rodaggio durante la quale gli operatori del settore dovranno confrontarsi con le nuove prescrizioni, nella speranza che la stretta normativa si traduca in un effettivo abbassamento della curva degli incidenti e in una maggiore consapevolezza collettiva sui rischi, ancora troppo spesso sottovalutati, legati alla pratica sportiva e alla frequentazione degli impianti natatori.
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