Porpiglia di Msf: ecco cosa non vi hanno detto sull'invasione di Gaza City
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Redazione Esteri
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Enzo Porpiglia, coordinatore Emergenze e responsabile missione Palestina e territori occupati per Medici Senza Frontiere, ha offerto una testimonianza diretta e cruda durante la Festa del Fatto Quotidiano, in un incontro che ha visto anche la partecipazione della Relatrice Speciale Onu Francesca Albanese. Porpiglia, che ha visitato più volte la Striscia nell’ultimo anno e mezzo, ha svelato retroscena e dinamiche dell’offensiva finale israeliana su Gaza City che raramente trovano spazio nella cronaca mainstream, descrivendo un quadro operativo la cui durezza supererebbe di gran lunga le versioni ufficiali.
In un contesto già segnato da una crisi umanitaria senza precedenti, l’Onu ha denunciato un esodo di massa di migliaia di civili palestinesi in fuga verso sud in seguito all’assalto israeliano. L’operazione, rivendicata da Israele come necessaria per colpire Hamas, si è tradotta in uno sfollamento forzato di proporzioni immense, acuendo una già disperata carenza di beni primari, assistenza medica e luoghi sicuri.
La gravità della situazione, che vede numerose organizzazioni internazionali impegnate in uno sforzo disperato per portare aiuti, ha varcato i confini del dibattito politico per investire anche il mondo dello sport. Lewis Hamilton, pilota della Ferrari e noto per il suo impegno sociale, ha utilizzato i propri profili per invitare a donare e sostenere le organizzazioni che operano a Gaza, definendo quanto accade un “genocidio” e citando esplicitamente il recente rapporto delle Nazioni Unite che accusa Israele di crimini contro l’umanità. “Non possiamo restare a guardare”, ha scritto il campione.




