Palermo, accoltella medico per una carrozzina elettrica: la furia per un documento mancante
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Redazione Interno
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Una richiesta di carrozzina elettrica per un familiare, una pratica da completare, un documento che manca. La violenza esplode in un attimo, trasformando gli uffici dell'Azienda sanitaria provinciale di Palermo in una scena di terrore. Il dirigente medico Francesco Paolo Sutera, 67 anni, responsabile della fornitura dei presidi ospedalieri, è stato accoltellato questa mattina nell'ufficio di via Giorgio Arcoleo, nel cuore della zona Guadagna. Ad aggredirlo, un uomo di 53 anni che, di fronte al rilievo di un'incompletezza documentale, ha perso il controllo.
La dinamica dell'aggressione in via Arcoleo
Secondo le prime ricostruzioni, l'aggressore si era presentato al centro Asp per ritirare una carrozzina elettrica destinata a un parente. Il medico, nell'esaminare la pratica, si è limitato a segnalare la necessità di integrare la documentazione, un passaggio burocratico essenziale per completare l'iter. L'uomo, però, non ha accolto l'indicazione: prima gli insulti, poi l'estrazione di un coltello e il primo fendente al volto del medico.
Francesco Paolo Sutera ha cercato di scappare, ha percorso alcuni metri nei corridoi del presidio, ma è stato raggiunto e ferito anche alla spalla. Il dirigente è stato trasportato d'urgenza al Policlinico, dove i sanitari ne hanno escluso il pericolo di vita. L'aggressore, bloccato da una guardia giurata in servizio e successivamente preso in consegna dalla polizia, è stato posto in stato di fermo.
La testimonianza del direttore generale
Il direttore generale dell'Asp di Palermo, Alberto Firenze, accorso sul luogo della tragedia, ha ricostruito i momenti precedenti l'aggressione. "Questo signore è già venuto altre volte e ha usufruito di tutti i presidi che l'azienda dà ai cittadini", ha dichiarato, spiegando che, dopo il controllo della pratica, è emerso che la documentazione non era completa. "Non si possono dare carrozzine elettriche a tutti, indipendentemente da un reale bisogno", ha aggiunto Firenze, sottolineando come il lavoro del medico fosse stato meramente tecnico.
L'intervento dei vigilanti, ha proseguito il direttore, ha impedito conseguenze ancora più gravi per il dipendente.
La reazione dell'Ordine dei medici e le richieste di sicurezza
L'episodio ha scatenato una dura reazione da parte dell'Ordine dei medici di Palermo, che ha già annunciato la volontà di costituirsi parte civile nel procedimento penale. Il presidente Toti Amato ha lanciato un appello al governo: "Basta parole di circostanza. Serve il Daspo sanitario. Chi aggredisce chi cura deve essere subito allontanato dai luoghi di assistenza", ha dichiarato, specificando che le aggressioni non sono più un fenomeno isolato ma rappresentano un attacco diretto alla tenuta del servizio sanitario.
La richiesta di misure concrete è stata fatta propria anche dai sindacati. La Uil Sicilia ha condannato fermamente l'accaduto, chiedendo alle istituzioni di valutare "misure concrete per garantire più sicurezza al personale sanitario e agli utenti".
La condanna delle istituzioni
Il sindaco di Palermo, Roberto Lagalla, ha definito il gesto "vile e inaccettabile", esprimendo solidarietà al medico e alla sua famiglia. Sulla stessa linea l'assessore regionale alla Salute, Marcello Caruso, che ha parlato di un atto che ferisce chi ogni giorno si prende cura dei malati. "Chi salva vite ogni giorno merita rispetto e tutela, non può avere paura di andare a svolgere il proprio lavoro", ha dichiarato.
La sede di via Arcoleo è stata temporaneamente chiusa per consentire i rilievi della polizia scientifica, mentre gli investigatori continuano a sentire testimoni per ricostruire ogni passaggio dell'aggressione.




