A Pokrovsk, nodo strategico del Donbass, infuria l’assedio russo
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Redazione Esteri
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La città di Pokrovsk, che molti definiscono “la porta di Donetsk” per la sua posizione strategica nella regione del Donbass, è diventata l’epicentro di una battaglia la cui posta è il controllo di un territorio che Kiev amministra ancora per circa il dieci per cento, corrispondente a quasi cinquemila chilometri quadrati. È in questa località, snodo ferroviario e logistico di primaria importanza che le forze di Mosca tentano di espugnare dall’inizio del 2024, che si concentrano gli scontri più violenti, mentre il ministero della Difesa russo afferma che i soldati ucraini iniziano ad arrendersi. Dopo che i militari del 425esimo reggimento d’assalto hanno liberato l’edificio del consiglio comunale issando la bandiera nazionale, i combattimenti per le strade non si sono placati, segno di una situazione fluida e terribilmente instabile.
La difesa ucraina in bilico e la minaccia nucleare
Mentre la difesa ucraina vacilla a Pokrovsk, sprofondata in quella che gli osservatori descrivono come una vasta zona grigia a seguito dell’infiltrazione di reparti russi avvenuta quindici giorni fa, il presidente degli Stati Uniti ha ribadito di aver “incaricato il dipartimento della Guerra di iniziare a testare le nostre armi nucleari su base paritaria”, una mossa giustificata, ha dichiarato, “visti i test di altri Paesi”. Intanto, l’afflusso crescente di mezzi e uomini da Mosca mette a serio rischio non solo Pokrovsk, roccaforte del Donbass, ma anche la vicina Myrnohrad, dove i rifornimenti e la logistica diventano ogni giorno più problematici, sebbene non vi sia ancora un ordine di ritiro per scongiurare il ripetersi di un altro Bachmut.
L’avanzata russa e le dichiarazioni sull’accerchiamento
Parallelamente, Mosca rivendica la conquista di altri insediamenti a est e le sue agenzie di stampa rilanciano le affermazioni di un comandante di un’unità d’assalto secondo cui “Kupyansk cadrà entro una settimana”, una città della regione di Kharkiv che, insieme a Pokrovsk nel Donetsk, sarebbe ormai circondata. Sebbene si tratti di una previsione di difficile verifica, dichiarazioni di questo tenore, contrapposte alle smentite di Kiev che nega qualsiasi accerchiamento, sottolineano l’importanza cruciale di questa battaglia sanguinosa lungo la principale linea difensiva ucraina.
Le conseguenze strategiche e gli attacchi in profondità
Analisti indipendenti concordano sul fatto che un eventuale cedimento di questa linea aprirebbe la strada a ulteriori avanzate in profondità nel territorio controllato da Kiev, un scenario che amplificherebbe la pressione militare su un fronte già estremamente logorato. Nel frattempo, un massiccio attacco condotto con droni ucraini ha colpito la regione russa di Volgograd, nel Sud del paese, causando almeno un morto, a dimostrazione di come il conflitto continui a estendersi ben oltre le trincee del Donbass.




