Roma-Cremonese 3-0, Cristante e N’Dicka firmano il riscatto giallorosso all’Olimpico

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La manovra, nella prima frazione, arrancava vistosamente, e la sensazione era quella di una squadra incapace di scardinare un avversario ben piantato in campo, con la Cremonese che, dal canto suo, non faceva mistero di voler giocare prevalentemente di rimessa. Poi, però, come spesso accade in queste circostanze, è bastato un episodio, uno di quelli che in gergo tecnico vengono definiti “spacca partita”, per sciogliere ogni nodo e dare il là alla fantasia individuale. Parliamo del successo interno della Roma, quella formazione guidata da Gian Piero Gasperini, che domenica sera ha superato la Cremonese con un netto 3-0, approfittando delle contemporanee battute d’arresto di alcune dirette concorrenti per agganciare il terzo posto in classifica -6. Un risultato, questo, maturato tutto nella ripresa e che porta le firme, pesantissime, di Bryan Cristante, Evan N’Dicka e del giovane Niccolò Pisilli, con i primi due che hanno letteralmente fatto la differenza sui calci piazzati, confermando un’arma letale per i capitolini.

Se il primo tempo si era chiuso a reti inviolate, con i locali poco lucidi sotto porta e con un colpo di testa di Gianluca Mancini che si era stampato sulla traversa, la musica è cambiata radicalmente dopo l’intervallo. L’impressione, osservando lo sviluppo della gara, era che la squadra di Gasperini faticasse a trovare varchi in una difesa grigiorossa ordinata, ma il copione è destinato a essere riscritto quando in campo ci sono interpreti capaci di trasformare un pallone inattivo in oro colato. Al minuto 59, un corner dalla destra battuto da Lorenzo Pellegrini ha trovato la testa di Cristante, il quale, inserendosi sul primo palo, ha incornato con precisione chirurgica alle spalle di Emil Audero, portando in vantaggio i suoi -1. Da lì in poi, la partita ha cambiato volto, e la Cremonese, costretta a scoprirsi, ha lasciato quei varchi che prima erano ostinatamente chiusi.

E se il primo gol portava la firma del capitano, il secondo è stato un capolavoro di astuzia collettiva. Siamo al minuto 77, e sempre da corner, questa volta battuto da Neil El Aynaoui, Cristante si è reso protagonista di un gesto tecnico di rara finezza: un tocco di tacco sul primo palo che ha spiazzato la retroguardia ospite e permesso a N’Dicka, inseritosi alle sue spalle, di depositare comodamente in rete da pochi passi -3. Un’azione, questa, che profuma di preparazione settimanale, di schema provato e riprovato, e che ha messo in luce l’intesa tra due elementi rivelatisi perni fondamentali dello scacchiere romanista. A certificare il predominio, nel finale, ci ha pensato Pisilli, bravo a ribadire in rete una corta respinta della difesa su un tentativo di Donyell Malen, l’attaccante che per tutto il match aveva fatto reparto da solo, lottando su ogni pallone e creando superiorità numerica -2.

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