Cicerone alla seconda prova della maturità, ChatGPT lo "sapeva": tra ansie e flop letterari
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Redazione Interno
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Nonostante i pronostici degli studenti fossero i più disparati, l’intelligenza artificiale aveva già visto giusto: circa un mese prima dell’inizio degli esami, ChatGPT aveva indicato in Cicerone l’autore più probabile per la versione di latino al liceo classico. Una previsione che si è rivelata esatta, lasciando molti a interrogarsi sulle potenzialità – e sui limiti – di questi strumenti nel contesto scolastico.
Intanto, tra i banchi, l’atmosfera era quella consueta, fatta di silenzi carichi di tensione e rituali scaramantici. Come quello di Sara Pozzi, Marco Borelli e Marouan Lamghari, che prima di affrontare la prova di economia aziendale hanno esorcizzato la paura con un grido collettivo: «Nooo all’analisi dei flussi!». Il compito, in effetti, verteva proprio su esercizi di analisi finanziaria, basati sui documenti del Report annuale 2023 e sugli atti del Consiglio di amministrazione.
Se al classico la sorpresa è stata relativa, altrove i problemi sono emersi già dalla prima prova. Quasi il 40% dei maturandi ha dichiarato di aver incontrato difficoltà, e tra questi, uno su cinque ha ammesso di aver ricorso a bigliettini o all’aiuto dei compagni. Ma il dato più significativo riguarda le tracce meno scelte: Pasolini e Tomasi di Lampedusa sono stati evitati dalla maggioranza, con oltre due studenti su tre che hanno confessato di non averli mai studiati in classe. Un vuoto che ha pesato sulla scelta del tema, spingendo molti verso opzioni più familiari.
Sul fronte scientifico, invece, la seconda prova di matematica è stata giudicata «più ambiziosa e ricca» rispetto all’anno precedente. Piero D’Ancona, professore ordinario di Analisi matematica alla Sapienza, ha sottolineato come i quesiti presentassero una varietà notevole: «Alcuni erano standard, altri legati alla storia della disciplina, altri ancora richiedevano soluzioni combinatorie. Nel complesso, più difficili ma ben distribuiti».




