Venerdì 13 marzo e sabato 14, open day per la vaccinazione contro il papilloma virus
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Redazione Salute
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Il calendario della prevenzione contro il papilloma virus, che i dati epidemiologici nazionali indicano come responsabile di oltre settemila nuovi casi di tumore all'anno, segna due appuntamenti distinti sul territorio italiano, con le aziende sanitarie che organizzano iniziative in giornate consecutive per facilitare l'accesso alla profilassi. L’Azienda Usl di Modena, grazie alla collaborazione con il Comune, ha programmato per venerdì 13 marzo, dalle quindici alle diciannove, una seduta vaccinale in piazza Roma, utilizzando il camper attrezzato che sarà posizionato nella centralissima location: l’iniziativa, che cade a ridosso della Giornata internazionale contro l’Hpv, non richiede prenotazione e per aderire è sufficiente presentarsi con un documento di riconoscimento e la tessera sanitaria, offrendo così un’opportunità concreta a chi, per impegni lavorativi o semplice disorganizzazione, ha finora rimandato l’appuntamento con la profilassi.
Sempre nella stessa settimana, e precisamente sabato 14 marzo, l’appuntamento si sposta in Trentino, dove l’Azienda sanitaria universitaria integrata di Trento ripropone l’ormai consueto open day del secondo sabato del mese: dalle nove alle dodici, nei centri vaccinali distribuiti su tutto il territorio provinciale, sarà possibile ricevere il vaccino senza necessità di prenotazione, un’occasione pensata per intercettare soprattutto quella fetta di popolazione che non ha ancora iniziato o completato il ciclo previsto. La gratuità della vaccinazione, in questo specifico contesto, è garantita per i maschi fino ai trent’anni e per le donne fino ai quaranta, purché iscritti al Servizio sanitario provinciale, mentre per le donne che hanno già affrontato un trattamento per lesioni correlate all’Hpv la raccomandazione si estende, sempre in regime di gratuità, fino a tre anni dall’intervento terapeutico, al fine di prevenire eventuali recidive.
Il dato scientifico, ormai consolidato da numerosi studi clinici, conferma che il papilloma virus rappresenti l’infezione a trasmissione sessuale più diffusa nella popolazione generale, con oltre duecento varianti note di cui alcune, definite di “basso rischio”, sono responsabili della comparsa di verruche e condilomi, mentre altre, classificate come “ad alto rischio oncogeno”, possono determinare l’insorgenza di lesioni precancerose e tumori in diverse sedi anatomiche, che vanno dal collo dell’utero all’ano, dalla vagina all’orofaringe, colpendo indistintamente uomini e donne. L’Azienda Usl di Modena, nelle informazioni diffuse in occasione dell’iniziativa in piazza Roma, specifica che la vaccinazione viene erogata gratuitamente per alcune categorie ben precise, in base alle indicazioni regionali: rientrano in questa fascia, tra gli altri, le ragazze nate dal 1996 e i ragazzi nati dal 2006, purché non precedentemente vaccinati, mentre per chi non rientra nei criteri di esenzione sono disponibili sul sito aziendale tutte le indicazioni relative alle tariffe e alle modalità di accesso a pagamento.
Un’infezione diffusa e i criteri di accesso alla vaccinazione gratuita
Il meccanismo di trasmissione del virus, che comincia con l’inizio dell’attività sessuale e presenta un’incidenza particolarmente elevata nelle donne intorno ai venticinque anni e negli uomini anche in età successive, rende la vaccinazione uno strumento di prevenzione primaria di fondamentale importanza, come testimoniano i numeri diffusi dagli istituti di ricerca: una revisione che ha analizzato duecentoventicinque studi scientifici ha dimostrato come la somministrazione del vaccino riduca dell’ottanta per cento l’incidenza dei tumori cervicali in coloro che si sono vaccinati entro i sedici anni, confermando l’efficacia della profilassi soprattutto se effettuata prima dell’esposizione al virus. Nel contesto trentino, l’open day di sabato rappresenta anche un momento di confronto diretto con il personale sanitario, che sarà a disposizione per valutare lo stato vaccinale individuale e per fornire tutte le informazioni necessarie su una campagna, quella contro l’Hpv, che l’azienda sanitaria provinciale ha programmato fino al 2027 con l’obiettivo dichiarato di incrementare le coperture e ridurre conseguentemente la circolazione del virus, responsabile ogni anno di circa cinquanta nuovi casi di tumore nella sola provincia di Trento.
Il vaccino attualmente in uso, sia a Modena sia in Trentino, è quello definito “nonavalente”, in grado di proteggere contro nove ceppi del virus, inclusi quelli maggiormente associati allo sviluppo delle neoplasie: il ciclo vaccinale standard prevede due dosi, da somministrare a distanza di sei-dodici mesi, per i ragazzi fino a quattordici anni, mentre dai quindici anni in su il numero delle somministrazioni sale a tre, con le prime due a distanza di uno-due mesi e la terza dopo sei mesi dalla prima, uno schema studiato per garantire la massima risposta immunitaria possibile. L’organizzazione degli open day, che a Trento si ripetono con cadenza mensile, risponde anche all’esigenza di semplificare l’accesso per quelle fasce di popolazione che, pur rientrando nei criteri di gratuità, non hanno ancora provveduto alla vaccinazione: un’opportunità, questa, che si combina con la possibilità, sempre attiva, di prenotare la seduta vaccinale durante la settimana attraverso i canali ordinari, come il CUP telefonico o la piattaforma TreC+, mentre per le coorti di nascita più giovani l’invito arriva direttamente a domicilio tramite lettera.




