La fiaccola olimpica tra emozione e proteste, da Pordenone a Belluno

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La quarantanovesima tappa del viaggio della Fiamma Olimpica, in programma domenica 25 gennaio, si preannuncia come un percorso ricco di suggestioni e non privo delle tensioni che hanno caratterizzato le giornate precedenti. Partendo da Pordenone alle 9.20, un gruppo di ventotto tedofori condurrà il simbolo dei Giochi Invernali Milano Cortina 2026 attraverso le province di Friuli-Venezia Giulia e Veneto, in un itinerario che toccherà luoghi di notevole pregio paesaggistico e storico. L'arrivo a Conegliano è atteso per le 11.45, ma la giornata proseguirà verso altri centri significativi, come Vittorio Veneto e Valdobbiadene, prima di fare ingresso nel Bellunese.

Il percorso in Veneto e le iniziative a Feltre

Dopo l'attraversamento del Friuli, la staffetta rientrerà in territorio veneto, dove l'amministrazione comunale di Feltre ha organizzato, coinvolgendo numerose realtà associative, momenti di accoglienza per riscaldare l'atmosfera attorno al passaggio della torcia. I cittadini, rispondendo all'invito delle autorità locali, sono attesi in particolar modo lungo via Mezzaterra e in altre aree del nucleo storico della città, con l'intento di trasformare l'evento in una celebrazione corale, nonostante il clima non sia stato ovunque concorde.

Le ombre della vigilia a Udine

L'anteprima della tappa, che si è conclusa a Udine in piazza Libertà con l'accensione del braciere da parte della ginnasta Tara Dragas, ha infatti registrato momenti di contestazione. Già dalla partenza in via Cividale, una cinquantina di manifestanti, sventolando bandiere palestinesi, ha cercato di interrompere il regolare svolgimento della staffetta, avanzando la richiesta di escludere Israele dalla partecipazione ai prossimi Giochi Olimpici. Episodi, questi, che hanno aggiunto un elemento di frizione a una cerimonia che i tedofori coinvolti descrivono invece come un'"emozione unica", un ricordo personale e collettivo destinato a segnare la memoria dell'evento.

La complessa macchina organizzativa

L'organizzazione del viaggio della Fiamma, del resto, procede secondo un programma dettagliato che deve conciliare aspetti celebrativi, logistici di notevole impegno e l'inevitabile confronto con le voci di dissenso che emergono lungo il percorso. Ogni tappa, come quella in esame che da Pordenone condurrà fino a Belluno, rappresenta un microcosmo di sentimenti contrastanti, dove l'entusiasmo degli sportivi e dei cittadini che vi partecipano si scontra talvolta con le proteste legate a questioni di attualità internazionale. Il tutto sotto la stretta tutela dei diritti di riproduzione delle immagini e dei testi, riservati e protetti, la cui diffusione non autorizzata è espressamente vietata.

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