Selfie fatale: turisti distruggono la sedia ricoperta di Swarovski a Verona

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   In un’epoca in cui l’ossessione per l’immagine trasforma ogni luogo in un palcoscenico, persino l’arte diventa vittima della smania di apparire. È accaduto a Verona, a Palazzo Maffei, dove due turisti hanno ridotto in frantumi una delle opere più fragili della collezione: la sedia “Van Gogh” di Nicola Bolla, interamente ricoperta di cristalli Swarovski. L’episodio, che ha dell’assurdo, si è consumato sotto gli occhi distratti di chi, pur di ottenere uno scatto originale, ha ignorato ogni avvertimento.

La dinamica è semplice quanto grottesca. I due, approfittando di un momento di distrazione del personale di sorveglianza, hanno deciso di trasformare l’opera in un set fotografico. Lui si è seduto, lei ha scattato. Peccato che la struttura, concepita come installazione e non come oggetto d’uso, non reggesse il peso. Il risultato? Una rovina immediata, seguita dall’inevitabile virale diffusione del video che ritrae il disastro.

Nicola Bolla, artista torinese noto per le sue riflessioni sulla vanitas attraverso materiali preziosi e fragili, ha reagito con ironia. «Stimolo la fantasia di chi si avvicina alle mie opere», ha commentato, senza nascondere un certo fastidio per un gesto che, seppur inconsapevole, tradisce una mancanza di rispetto. Non è la prima volta che le sue creazioni subiscono danni, ma il fatto che accada per un selfie rende l’incidente ancora più emblematico.

Palazzo Maffei, dal canto suo, ha riparato tempestivamente l’opera, evitando polemiche sterili. Eppure, l’episodio riapre una questione più ampia: fino a che punto i musei possono proteggere le proprie collezioni da comportamenti irresponsabili? La sorveglianza, per quanto attenta, non basta. Servirebbe forse una maggiore consapevolezza da parte di chi, entrando in uno spazio espositivo, dovrebbe ricordarsi di essere spettatore, non protagonista.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.