L'ultimo abbraccio a Giulia, il dolore di Messina e l'omelia di padre Angemi: "Immolata sull'altare dell'imbecillità"

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La Cattedrale di Messina, gremita come nelle occasioni solenni, ha reso l'ultimo saluto a Giulia Scimone, la sedicenne tragicamente scomparsa lo scorso 28 giugno dopo essere stata investita da una moto in via Circuito, a Torre Faro.

Nel giorno del lutto cittadino proclamato dal sindaco Federico Basile, un fiume silenzioso di persone si è stretto attorno alla famiglia della ragazza, ai suoi compagni di scuola del liceo Seguenza e agli amici del centro di equitazione, che hanno voluto accompagnare con affetto il suo feretro bianco adornato da gigli e rose.

A presiedere la cerimonia funebre, concelebrata dai sacerdoti delle comunità di Torre Faro e Faro Superiore, è stato padre Antonello Angemi, parroco di Ganzirri, la frazione dove Giulia viveva e dove era cresciuta ricevendo i sacramenti. La sua omelia, ascoltata in un silenzio assordante rotto solo dai singhiozzi, è stata un grido di dolore e di indignazione che ha scosso le coscienze dei presenti, trasformando l'addio in un momento di profonda riflessione collettiva.

“Immolata sull'altare dell'imbecillità”: l'accusa del sacerdote

Le parole di padre Angemi hanno risuonato con forza nella navata centrale, tracciando un solco netto tra il ricordo della giovane vita spezzata e la condanna senza appello per le dinamiche che hanno portato alla tragedia. La sua voce si è alzata contro la "cultura dei social e dei like", identificando nella sconsideratezza e nella ricerca di visibilità a tutti i costi la radice di un atto che ha definito "folle".

"Giulia è stata immolata sull'altare dell'imbecillità", ha tuonato il sacerdote, sottolineando come la vita della ragazza sia stata stroncata da chi "scherza con la vita" e "agisce in maniera folle" per apparire sui social. Il suo richiamo non si è limitato a condannare il gesto del giovane conducente, ma ha allargato lo sguardo a una responsabilità più ampia, quella di una comunità che troppo spesso tace o si rassegna: "Giulia grida anche a chi doveva agire per tempo per garantire la sicurezza, e non l'ha fatto, nonostante tutte le segnalazioni".

Un messaggio di speranza e di memoria collettiva

Nonostante la durezza del messaggio, il filo conduttore dell'omelia è stato un messaggio di speranza incarnato dalla stessa Giulia, descritta non come una presenza perduta, ma come una testimone viva. "Giulia è addirittura più viva di molti che sono oggi a riempire questa cattedrale", ha affermato Angemi, invitando i presenti a non lasciare che la sua morte fosse vana. "La mia morte non deve essere inutile. Aveva tutto il diritto di vivere. aveva i suoi progetti, i desideri, i sogni", ha proseguito, riecheggiando il pensiero che la ragazza aveva espresso nel suo ultimo elaborato scolastico, in cui rivelava il sogno di diventare amazzone. A rendere il momento ancora più toccante, il gesto di chi ha intonato il ritornello di "Dedicato a te" de Le Vibrazioni, brano particolarmente caro a Giulia, mentre all'esterno venivano liberati palloncini bianchi e uno striscione recitava "Giulia vive per sempre".

L'abbraccio della città e le indagini in corso

La partecipazione al rito funebre ha superato ogni aspettativa, con centinaia di persone che hanno seguito le esequie anche dall'esterno della Cattedrale, mentre le attività commerciali abbassavano le saracinesche in segno di rispetto. Oltre ai familiari, erano presenti le massime autorità cittadine come il sindaco Basile, la rettrice dell'Università Giovanna Spatari e il garante dei minori Giovanni Amante, a testimonianza di un cordoglio che ha attraversato l'intera città.

Gli amici hanno scelto di ricordarla indossando magliette con la scritta "Sei immensamente Giulia", una frase ispirata alla canzone dei Le Vibrazioni, mentre i compagni di scuola e del centro di equitazione hanno preso la parola per raccontare la sua risata contagiosa e la passione per i cavalli.

La salma, al termine della funzione, è stata accompagnata da un lungo e spontaneo applauso della folla, mentre la magistratura prosegue gli accertamenti per ricostruire la dinamica dell'incidente che ha coinvolto il motociclista diciannovenne Alessandro Mondo, attualmente in carcere.

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