Fermo amministrativo per la nave Mare Jonio, una mossa controversa
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Redazione Interno
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La nave Mare Jonio, appartenente all'organizzazione non governativa Mediterranea Saving Humans, è stata posta sotto fermo amministrativo a Trapani. Questo provvedimento è stato emesso dal ministero dei Trasporti, che ha ordinato lo sbarco immediato dei mezzi di soccorso presenti a bordo, pena la perdita dell'idoneità di navigazione. Secondo Luca Casarini, capo missione della Ong, questa decisione rappresenta una ritorsione per il fatto che l'organizzazione si è costituita parte civile nel processo Open Arms contro Matteo Salvini.
L'ispezione della Capitaneria di porto, avvenuta ieri, ha portato alla decisione di bloccare la nave, che era pronta a salpare per una nuova missione di salvataggio. Casarini ha sottolineato che è la prima volta nella storia che a una nave viene intimato di sbarcare i mezzi di soccorso, strumenti che hanno salvato oltre 2.000 vite. Gli ultimi salvataggi, ha aggiunto, sono stati effettuati in coordinamento con la Guardia Costiera, che ha richiesto l'uso di quei mezzi.
La decisione di fermare la Mare Jonio solleva interrogativi sulla gestione delle operazioni di soccorso nel Mediterraneo e sul ruolo delle Ong. Le attrezzature di soccorso a bordo delle navi delle Ong sono fondamentali per salvare vite umane in mare, e la loro rimozione potrebbe avere gravi conseguenze. La Mediterranea Saving Humans ha annunciato l'intenzione di opporsi al provvedimento in tutte le sedi competenti.
Il fermo amministrativo della Mare Jonio si inserisce in un contesto più ampio di tensioni tra le Ong e le autorità italiane. Negli ultimi anni, le Ong che operano nel Mediterraneo sono state spesso oggetto di critiche e provvedimenti restrittivi da parte del governo italiano.




